(del 29/7/2010)
almeno per me.
Leggevo della donna francese che ha ucciso 8 neonati. Ho già sfogato lo sdegno che ho provato ("la donna avrebbe confessato di avere ucciso "una decina di altri neonati" subito dopo la nascita "per nasconderli al marito"....
), quindi tralascio, ed è meglio altrimenti esagero e scado al suo livello. E tralascio anche il discorso "giustizia" perchè se sento parlare di infermità mentale e di attenuanti mi riprende male, a mio parere questa NON PUO' avere attenuanti. Quindi ho iniziato a fare considerazioni diciamo filosofiche, del tipo, l'inferno esiste? Ricordo una saggia, anzi due sagge affermazioni di mia cugina: una diceva che lei non è di sicuro uno stinco di santo, nel senso che di "peccati" (nel significato concepito dalla chiesa) ne ha fatti, niente di che, ovviamente, però non è irreprensibile. Da qui la sua deduzione: possibile che andrò all'inferno insieme ad assassini e criminali? E poi ancora, sul discorso del pentimento postumo: io faccio di tutto e in punto di morte mi pento e ottengo il viatico per il paradiso. Possibile? Non quadra, in effetti.
Secondo me l'inferno esiste. Già l'atto di questa donna è inferno (come altri casi noti di mamme che uccidono i figli. E non solo). Ma mi chiedo, lei come sta? Possibile che non pensa a quello che ha fatto, che non ne ha rimorso? E allora vado a finire dove vado sempre a finire, al discorso della coscienza. Sta tutto là, secondo me. Anche la giustizia è un fatto di coscienza. Se il condannato non si rende conto di quello che ha fatto, la condanna è inutile, la giustizia non c'è. E' sempre la coscienza che parla. E in situazioni estreme può essere "facile", per paura, "pentirsi" dei propri peccati. La disperazione può portare a tutto, ma non è detto che ci si renda conto davvero di aver sbagliato. Se questa donna non verrà consumata dal senso di colpa (coscienza), non ci sarà giustizia, nè può esserci attenuante e giustificazione. A quel punto di lei non avrò mai pietà, penso solo a quei poveri innocenti, in tutti i sensi innocenti, che non saranno mai vendicati.
PS: Su questo tema, è esemplare il bellissimo film "l'uomo senza sonno", dove la coscienza, per quanto si voglia ignorarla, agisce e inesorabilmente consuma fisicamente proprio), finchè non riaffiora ciò che l'ha attivata. E allora c'è giustizia.
almeno per me.
Leggevo della donna francese che ha ucciso 8 neonati. Ho già sfogato lo sdegno che ho provato ("la donna avrebbe confessato di avere ucciso "una decina di altri neonati" subito dopo la nascita "per nasconderli al marito"....
), quindi tralascio, ed è meglio altrimenti esagero e scado al suo livello. E tralascio anche il discorso "giustizia" perchè se sento parlare di infermità mentale e di attenuanti mi riprende male, a mio parere questa NON PUO' avere attenuanti. Quindi ho iniziato a fare considerazioni diciamo filosofiche, del tipo, l'inferno esiste? Ricordo una saggia, anzi due sagge affermazioni di mia cugina: una diceva che lei non è di sicuro uno stinco di santo, nel senso che di "peccati" (nel significato concepito dalla chiesa) ne ha fatti, niente di che, ovviamente, però non è irreprensibile. Da qui la sua deduzione: possibile che andrò all'inferno insieme ad assassini e criminali? E poi ancora, sul discorso del pentimento postumo: io faccio di tutto e in punto di morte mi pento e ottengo il viatico per il paradiso. Possibile? Non quadra, in effetti.Secondo me l'inferno esiste. Già l'atto di questa donna è inferno (come altri casi noti di mamme che uccidono i figli. E non solo). Ma mi chiedo, lei come sta? Possibile che non pensa a quello che ha fatto, che non ne ha rimorso? E allora vado a finire dove vado sempre a finire, al discorso della coscienza. Sta tutto là, secondo me. Anche la giustizia è un fatto di coscienza. Se il condannato non si rende conto di quello che ha fatto, la condanna è inutile, la giustizia non c'è. E' sempre la coscienza che parla. E in situazioni estreme può essere "facile", per paura, "pentirsi" dei propri peccati. La disperazione può portare a tutto, ma non è detto che ci si renda conto davvero di aver sbagliato. Se questa donna non verrà consumata dal senso di colpa (coscienza), non ci sarà giustizia, nè può esserci attenuante e giustificazione. A quel punto di lei non avrò mai pietà, penso solo a quei poveri innocenti, in tutti i sensi innocenti, che non saranno mai vendicati.
PS: Su questo tema, è esemplare il bellissimo film "l'uomo senza sonno", dove la coscienza, per quanto si voglia ignorarla, agisce e inesorabilmente consuma fisicamente proprio), finchè non riaffiora ciò che l'ha attivata. E allora c'è giustizia.
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