giovedì 1 dicembre 2011

Empatia - (vediamo un po' se ho capito bene)

Cos'è l'empatia? Sul Devoto-Oli di anni fa (per l'esattezza del 1985), non è nemmeno definita . Dunque, è stata utilizzata da relativamente poco tempo. Escludendo di sicuro che NON E' "sentire la stessa cosa" (perchè questa è SIMpatia),  la definizione che si trova in giro è la seguente:

La parola deriva dal greco "εμπαθεια" (empateia, a sua volta composta da en-, "dentro", e pathos, "sofferenza o sentimento"),[1] che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l'autore-cantore al suo pubblico.
Nelle
scienze umane, l'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione intellettuale dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale.

Abilità nobile, quindi, e molto rara, e direi anche fondamentale...ma nella psicologia, non nella vita. Per quanto mi riguarda non fa parte di me, che sono estremamente emotiva, letteralmente vittima delle emozioni, specialmente nei rapporti. E spiego perchè.
Se ho capito bene, stando alla definizione, si tratta di un'abilità emotiva molto analitica, più medica che altro, cioè, un bravo psicanalista dovrebbe di sicuro averla perchè, se vuole capire ed aiutare il paziente, deve innanzitutto saper andare al di là di quello che il paziente dice, per arrivare a cogliere ciò che questi davvero sente e pensa. Per farlo, è assolutamente necessario che l'analista si liberi da qualsiasi condizionamento, che sia scolastico, di educazione, caratteriale e anche e soprattutto emotivo. Condizionamento che, se interviene, impedisce l'empatia in quanto blocca l'obiettività (si sa che quando si è coinvolti in qualche maniera, non si riesce ad essere obiettivi).
Di conseguenza, se ho capito bene, io personalmente so che non proverò mai empatia, specie quando sono emotivamente coinvolta, nè la cerco, perchè da chi amo voglio amore, non obiettività. E in caso di empatia, sempre SE ho capito bene, l'amore è sicuramente escluso.

No, non so provare empatia, specie quando amo. E non mi pare che sia stata provata nei miei confronti... O si ama o si prova empatia. La definizione è chiarissima (non devi essere coinvolto in alcun modo). Quando si ama cosa c'è da scoprire? si viene fuori liberamente, almeno per quanto mi riguarda. Per cui non la voglio. Con chi amo (se mi riama) voglio venire fuori come sono e che l'altro venga fuori com'è. Liberi. Voglio amore, non obiettività.

AGGIORNAMENTO

Dunque, parlandone con altre persone, tra cui un'esperta in materia  , mi sono chiarita un po' di cose. Da quanto ho capito, con la prima parte della definizione qui sopra (presa da wikipedia), relativa al teatro posso dire di ritrovarmici, perchè mi capita molto spesso di piangere davanti ai film, mi immedesimo e mi emoziono, e l'interpretazione di un attore mi commuove alle lacrime a volte talmente tanto che la sensazione mi dura per giorni, per cui qualcosa mi ha trasmesso di sicuro. Mi accade nei film, ma anche davanti ad un paesaggio naturale, o a scene di persone che piangono, stanno male o ridono alle lacrime, figuriamoci con i miei cari. Mi è capitato ad esempio di piangere per la perdita di un animale domestico di chi non conosco perchè capivo bene il suo dolore. Queste cose le ho sempre sentite, ma non ho mai saputo che si trattasse di empatia, essendo estremamente emotiva pensavo fosse la mia emotività, emozioni mie provocate da quello che vedevo. Nella prima definizione quindi mi ci ritrovo. Nella seconda no. La seconda (delle scienze umane) indubbiamente esiste, ed è fondamentale nel campo medico psicanalitico, perchè se il medico non riuscisse a superare se stesso, evitando giudizi, anzi pregiudizi personali, non potrebbe, come ho già detto, capire il paziente ed aiutarlo (non può immedesimarsi in alcun modo, sarebbe deleterio. Tra l'altro deve essere proprio abile, in quanto ogni paziente è diverso dall'altro, ogni caso è diverso, quindi ogni volta il medico deve saper cogliere una combinazione di emozioni diversa dalle altre, cioè provare empatia per ogni singolo paziente. E' 'na parola). Quindi da un punto di vista medico sicuramente esiste. Ma nei rapporti umani no, non secondo la mia esperienza. Io non riuscirei a prescindere dalle mie emozioni, che hanno sempre il sopravvento. E nei miei confronti non è capitato nemmeno che sia stata provata (almeno per quanto ne sappia), visto che chi mi ha detto di aver sentito quello che ho sentito io ha sbagliato, non era quello che ho sentito, quindi era senza dubbio condizionato da quello che sentiva lui. Per cui secondo me la seconda definizione di empatia esiste in campo medico ma non nei rapporti, perchè non c'è chi è in grado di superare se stesso evitando giudizi personali per capire esattamente cosa si muove nell'animo di chi ha di fronte, è sempre e comunque condizionato da pensieri, sentimenti, giudizi personali. Quindi in questo caso l'empatia per me è un'utopia. Quando qualcuno (che non sia un medico) verrà da me a dirmi "ho capito che hai provato questo" e corrisponderà esattamente a quello che ho provato io, sarò felicissima di ricredermi.
PS: che poi pensavo, in merito all'empatia medica, come fa un medico a capire lo stato d'animo di un omicida, ad esempio? come si fa a cogliere le emozioni di uno che uccide? E senza restare in alcun modo emotivamente coinvolto, nè influenzato da giudizi personali, paure, ecc. Che cosa terribile.


POSTILLA

Una domanda a tutti coloro che hanno la CERTEZZA di aver provato empatia.
Come fate ad essere sicuri di aver percepito esattamente cosa provava l'altro? Ne avete avuto conferma? Perchè condividere una gioia o un'emozione non è empatia. L'empatia prescinde dal nostro coinvolgimento, che sia negativo o positivo, in caso di empatia noi stessi siamo in quel momento annullati, per cogliere ciò che prova l'altro. Per cui, siete quindi del tutto certi che quello che avete percepito è ciò che provava l'altro? Ma sicuri sicuri sicuri?
Nei miei confronti ancora non succede, ma quando succede, e ne avrò conferma, vi avvertirò. Contateci.

1 commento:

  1. Empatia empatia, per piccina che tu sia, tu mi sembri una badia

    Forse non saprò riconoscerla quando la provano per me, ma di sicuro so riconoscere quando non la provano. Quante volte ho desiderato un abbraccio e nessuno l'ha capito. Quante volte mi sentivo schiacciata da qualche fatto che mi opprimeva e nessuno si è mai nemmeno sognato di chiedermi come stavo. Dov'è l'empatia qui? Eh ma sai, se non urli, strepiti e ti strappi i capelli, nessuno ti crede, anzi, ti attribuiscono addirittura freddezza e indifferenza. Però, quando io ho avuto l'idea di dire come stavo, non è che l'abbia capito nessuno. Al massimo mi sentivo dire "vabè dai ora stai passando un periodo di stress" se non addirittura "dai su non fare la vittima". La vittima?? aaah beh, allora.

    RispondiElimina