Intanto, dal topic sull'empatia mi è venuto in mente quanto siano interessanti le reazioni umane. Mi piace la psicologia (se non s'è capito lo dico
) , perchè mi interessa, e per certi versi inquieta, la mente umana. E' complessa, ma con una sua logica (non sempre individuabile). Nonostante le differenze tra individuo e individuo, è indiscutibile che bene o male ci sono per tutti le stesse dinamiche mentali. Lo sfogo ad esempio, c'è chi lo fa immediato (in quanto impulsivo di natura) e chi no, ma di uno sfogo, si sa, abbiamo bisogno tutti. In caso di grande dolore, per dire, c'è chi piange e si dispera subito, e chi invece non tira fuori niente. Forse perchè il dolore è talmente grande da non riuscire nemmeno ad esprimerlo, o forse, chissà, si pensa ("inconsciamente") che ogni reazione è inadeguata alla forza di quello che si prova. E il particolare straordinario è che chi è fatto così troverà comunque sfogo al suo stato d'animo, magari reagendo spropositatamente se gli cade una forchetta. Il grande dolore rimasto zitto fino a quel momento trova sfogo per tutt'altro motivo e decisamente futile. Ma è ovvio che quel motivo è solo una scusa per la mente davanti alla quale scusa si riesce a tirare fuori quello che era rimasto dentro per una causa seria e grave. O anche una risata isterica. Insomma, il modo per sfogarsi si trova sempre. Questo accade non solo per il dolore, ma per tutte le emozioni, ovviamente, ed è straordinario come tutti siamo uguali da questo punto di vista.L'altro argomento riguarda il termine "normale" , che è uscito fuori ieri parlando con una mia amica. Cosa si intende per normale? Etimologicamente, indica ciò che è "conforme alle norme", ad esempio (per citare la mia amica), con il semaforo rosso non si passa. Giusto. E' una norma. Però questo termine viene usato (e direi anche abusato) in altri modi secondo me fuorvianti (principio base per il quale spesso ci si fraintende.), e molto spesso si intende per "normale" ciò che è condiviso dai più, quindi quello che esce dallo schema di comportamente comunemente riconosciuto è di conseguenza anormale (INIZIO POLEMICA: purtroppo questo schema è dettato più dai regole fondate su preconcetti e tramandate nel tempo come "normali", ma il dato di fatto è che chi lo stabilisce che un comportamento rientra nella norma o no? Quale norma? FINE POLEMICA). Lei diceva giustamente che quello che è normale per lei può non esserlo per me. Al che io ho obiettato che allora non è corretto usare il termine "normale" (visto che signfica conforme alle norme, e quindi non può essere soggettivo). Allora per quello che per me è in un modo e per te in un altro si dovrebbe più correttamente usare la parola "naturale", cioè conforme alla natura della persona. Alla fine entrambe abbiamo constatato che troppo spesso si usano termini a sproposito.
Vabè sono fiscale
e se poi trovo un'amica fiscale tanto e più di me addio
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