
E' simpatica questa cosa su cui riflettevo poco fa. Non so se è bisogno di riversare su un oggetto concreto ciò che concreto non è, cioè l'emozione, o altro motivo. Fatto sta che pare sia comune per tutti avere degli oggetti tipo, ai quali colleghiamo uno stato d'animo. Lasciando da parte quelli positivi, quando siamo cioè allegri, che possono avere anche il cielo azzurro, o una nuvola strana, come oggetto su cui rivolgiamo la nostra attenzione, prima pensavo più agli stati di rabbia o frustrazione. Che come tutti i momenti, passano, e una volta passati, quando ci si ripensa, diventano persino ridicoli. Perchè nei momenti di poca lucidità si fanno o si dicono cose davvero dell'altro mondo, già se si pensa alle facce che si fanno, o alle parole insolite che si dicono. Ma pensiamo agli oggetti. Tipo la classica "pietra sopra", non è mai sopra a niente, perchè tutto quello che sta sotto riaffiora spesso e volentieri. Oppure rompere i piatti, le donne per lo più, un gesto di rabbia, di sfogo "casalingo", su cui mi fece tanto ridere mia mamma tempo fa quando mi raccontò delle sue risate la volta che realizzò di aver scelto, in quel momento di sfogo, i piatti più brutti o già rovinati. O anche la tipica "valigia". "faccio la valigia e me ne vado". Sì, ma che la fai a fare la valigia? Pensando a me, no, io non la farei. Dunque, presa dalla rabbia decido di andarmene e di fare la valigia. Una ne ho. Dovrei: andare in garage a cercarla, scatastare mezzo mondo per tirarla fuori, pulirla per bene e POOOI metterci dentro la mia roba. Sìììì addio. Passerebbe troppo tempo, o comunque sufficiente a realizzare cosa sto facendo, e nel frattempo la rabbia sarebbe sbollita da un pezzo.
Però, meno male che c'è la pietra, i piatti, o la valigia, sono necessari per sfogare le nostre emozioni, e poi, passato il momento e riacquistata la lucidità, farci una bella risata sui quei "simboli" di gesti "simbolici" e, alla fine di tutto, esilaranti.


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