giovedì 1 dicembre 2011

La teoria dello zucchero

Qualche sera fa ho rivisto in tv il film Totò, Peppino e la banda degli onesti. Premetto che per me Totò è non solo un grande comico, ma direi proprio un vero filosofo. Infatti non c'è film suo in cui non abbia formulato teorie acutissime nella maniera più semplice e "popolare" possibile. L'altra sera mi è rimasto impresso un esempio portato per descrivere il comportamento dei prepotenti e senza scrupoli, che agiscono solo per se stessi. Con il suo solito modo scanzonato, parlando con Peppino in un bar davanti a due tazze di caffè. Totò spiega che ci sono le brave persone, gli onesti, da una parte e  gli arraffoni dall'altra. Questi ultimi riempiono la propria tazzina di caffè con lo zucchero (che rappresenta il capitale) senza preoccuparsi di toglierne ad altri, anzi, prendendone più possibile, anche quello che di fatto non serve. Gli onesti, di contro, per eccesso di scrupolo, perchè si rendono conto del valore dello "zucchero", e che lo zucchero può servire anche ad altri, finiscono col non prenderne affatto. Direi che l'esempio è perfetto per descrivere non solo un atteggiamento "politico" ma umano in generale, di conseguenza presente in ogni epoca storica, e che è causa di molti mali (se non tutti) della nostra società.
E Totò colpisce ancora. Salvo poi proporre, come via più rapida per risolvere i propri problemi finanziari, di "adeguarsi" alla delinquenza e diventare falsari , tentativo che, ovviamente, non riesce, perchè chi è onesto di natura non riuscirà mai a diventare arraffone.

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