giovedì 8 dicembre 2011
Fidarsi è bene (punto)
sabato, 02 ottobre 2010
per me finisce qui. Il "non fidarsi è meglio" lo cancello. Anzi, lo sostituisco con "fidarsi è bello". Sì sì, lo so che questo non va sempre bene, l'ho visto. Ma ho visto anche che nonostante l'abbia visto, continuo vivere le cose così, mi fa stare bene. Se non fosse così, non potrei stringere rapporti con nessuno. Perchè vivo di "perchè", vivo di domande, mi piace conoscere tutto ciò che mi trovo davanti, e mi piace conoscere chi attira la mia attenzione per un motivo o un altro. Quale modo migliore per conoscere qualcuno di quello di fare domande? Perchè lui solo sa com'è, e lui solo può dirlo. Se non mi fidassi, che domanderei a fare? Non gli credo, non crederei alle sue risposte. Quindi parto sempre dal "fidarsi è bene", vado sempre incontro con fiducia a chi mi va a genio e mi incuriosisce, e fiduciosa inizio a fare domande. Se la fiducia è sempre più forte, credo a tutto ciò che dice, ed è talmente bello quando questo succede che il mio entusiasmo cresce a dismisura (faccio sempre più domande, su sempre più cose
). Se al contrario vedo sempre di più in questa persona qualcosa che non mi dà fiducia, prendo le distanze. Perchè ciò che istintivamente mi guida (-fare domande per conoscere-) non ha più motivo di esistere.
(ma che significa?
)
per me finisce qui. Il "non fidarsi è meglio" lo cancello. Anzi, lo sostituisco con "fidarsi è bello". Sì sì, lo so che questo non va sempre bene, l'ho visto. Ma ho visto anche che nonostante l'abbia visto, continuo vivere le cose così, mi fa stare bene. Se non fosse così, non potrei stringere rapporti con nessuno. Perchè vivo di "perchè", vivo di domande, mi piace conoscere tutto ciò che mi trovo davanti, e mi piace conoscere chi attira la mia attenzione per un motivo o un altro. Quale modo migliore per conoscere qualcuno di quello di fare domande? Perchè lui solo sa com'è, e lui solo può dirlo. Se non mi fidassi, che domanderei a fare? Non gli credo, non crederei alle sue risposte. Quindi parto sempre dal "fidarsi è bene", vado sempre incontro con fiducia a chi mi va a genio e mi incuriosisce, e fiduciosa inizio a fare domande. Se la fiducia è sempre più forte, credo a tutto ciò che dice, ed è talmente bello quando questo succede che il mio entusiasmo cresce a dismisura (faccio sempre più domande, su sempre più cose
). Se al contrario vedo sempre di più in questa persona qualcosa che non mi dà fiducia, prendo le distanze. Perchè ciò che istintivamente mi guida (-fare domande per conoscere-) non ha più motivo di esistere.
)
Tizio caio e sempronio.
sabato, 02 ottobre 2010





no, mi domando, ma come si fa ad accettare comportamenti palesemente egoisti? E come si fa a non vederli? Com'è che chi agisce per sé viene considerato "in gamba" perchè "sincero"? Il Sempronio che non mostra comprensione per Tizio innanzitutto NON E' affatto in gamba, ma solo insensibile, e poi non lo farà nemmeno per Caio. Solo che Caio, per farsi ben volere, si dà ben da fare per appoggiare gli atteggiamenti incomprensivi ed egoisti di Sempronio. Ma non lo sa Caio che quegli atteggiamenti prima o poi se li ritroverà addosso? Se pensa di essere diverso per Sempronio, rispetto a Tizio, e solo perchè si prodiga in complimenti, si illude. Non lo è. Chi non ha comprensione, e umilia gli altri con la "scusa" della sincerità, sbaglia, perchè mette a disagio, quindi fa del male, e lo farà sempre con tutti. Tanto fa spavento lui quanto chi, per farsi notare o per qualsiasi altra ragione non importa, lo appoggia lo approva e lo elogia, favorendo così una situazione che danneggia i Tizio (e prima o poi pure i Caio). E intanto il Sempronio della situazione agirà sempre da egoista ed insensibile, e in più anche convinto di fare bene così.
Contento Caio... non è detto che debba esserlo pure io.





no, mi domando, ma come si fa ad accettare comportamenti palesemente egoisti? E come si fa a non vederli? Com'è che chi agisce per sé viene considerato "in gamba" perchè "sincero"? Il Sempronio che non mostra comprensione per Tizio innanzitutto NON E' affatto in gamba, ma solo insensibile, e poi non lo farà nemmeno per Caio. Solo che Caio, per farsi ben volere, si dà ben da fare per appoggiare gli atteggiamenti incomprensivi ed egoisti di Sempronio. Ma non lo sa Caio che quegli atteggiamenti prima o poi se li ritroverà addosso? Se pensa di essere diverso per Sempronio, rispetto a Tizio, e solo perchè si prodiga in complimenti, si illude. Non lo è. Chi non ha comprensione, e umilia gli altri con la "scusa" della sincerità, sbaglia, perchè mette a disagio, quindi fa del male, e lo farà sempre con tutti. Tanto fa spavento lui quanto chi, per farsi notare o per qualsiasi altra ragione non importa, lo appoggia lo approva e lo elogia, favorendo così una situazione che danneggia i Tizio (e prima o poi pure i Caio). E intanto il Sempronio della situazione agirà sempre da egoista ed insensibile, e in più anche convinto di fare bene così. Contento Caio... non è detto che debba esserlo pure io.
22
giovedì, 30 settembre 2010
e buongiorno a tutti
m'è venuta in mente un'idea pazza. Di postare la storia di ogni regione d'Italia, con frasi dialettali e tradizionali comprese. Interessante da fare. Prima che si sfasci tutto, qua. 
e partirò dal tacco

e buongiorno a tutti

m'è venuta in mente un'idea pazza. Di postare la storia di ogni regione d'Italia, con frasi dialettali e tradizionali comprese. Interessante da fare. Prima che si sfasci tutto, qua. 
e partirò dal tacco


Esattamente!
mercoledì, 29 settembre 2010


è proprio così. E non so come fare a farlo capire. Che poi se intervieni per qualcun altro, non ti riguarda direttamente quindi vuoi fare solo casino, se intervieni per spiegare te stesso, sei invadente e vuoi fare solo casino. Ma alloraaaaa
! Non combatto "tanto per", contro tutto e tutti. Ce l'ho con "chi non vuole la pace", anche se sta zitto e, di conseguenza, sembra che la vuole. In realtà pensa solo a se stesso, e non c'è guerra peggiore di questa. Ce l'ho con l'indifferenza di certi contro altri, e con quella che sembra mancanza di volontà, o forse incapacità, di capire che siamo tutti collegati, quello che fai tu ricade su di me e viceversa. Ce l'ho con chi dice "a me non capita mai", o "la mia parte l'ho fatta", o non dice niente e non si capisce mai da che parte sta. Ogni volta che vedo queste cose (molto spesso, purtroppo), non riesco a stare zitta. Ma il fatto che parlo (e strepito anche) e mi ci agito sopra mi fa passare per guerrafondaia che vuole solo fare e soprattutto creare casini. NO! Vorrei che non ci fossero più i casini, vorrei far notare l'indifferenza di alcuni verso altri, vorrei far capire che non c'è motivo nè bisogno di farsi guerra gli uni con gli altri, perchè siamo tutti nella stessa condizione. Appunto, mi sento una pacifista in guerra contro chi non vuole la pace.
! Non combatto "tanto per", contro tutto e tutti. Ce l'ho con "chi non vuole la pace", anche se sta zitto e, di conseguenza, sembra che la vuole. In realtà pensa solo a se stesso, e non c'è guerra peggiore di questa. Ce l'ho con l'indifferenza di certi contro altri, e con quella che sembra mancanza di volontà, o forse incapacità, di capire che siamo tutti collegati, quello che fai tu ricade su di me e viceversa. Ce l'ho con chi dice "a me non capita mai", o "la mia parte l'ho fatta", o non dice niente e non si capisce mai da che parte sta. Ogni volta che vedo queste cose (molto spesso, purtroppo), non riesco a stare zitta. Ma il fatto che parlo (e strepito anche) e mi ci agito sopra mi fa passare per guerrafondaia che vuole solo fare e soprattutto creare casini. NO! Vorrei che non ci fossero più i casini, vorrei far notare l'indifferenza di alcuni verso altri, vorrei far capire che non c'è motivo nè bisogno di farsi guerra gli uni con gli altri, perchè siamo tutti nella stessa condizione. Appunto, mi sento una pacifista in guerra contro chi non vuole la pace. Dentro di noi.
mercoledì, 29 settembre 2010

Una sera un anziano Cherokee raccontò al suo nipote della battaglia
che avviene dentro le persone.
Gli disse: "Figlio mio, la battaglia è tra due lupi che vivono dentro
di noi.
Uno è infelicità, paura, preoccupazione, invidia, dispiacere,
autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità.
L'altro è felicità, gioia, amore, speranza, serenità, gentilezza,
generosità, verità, compassione".
Il piccolo ci pensò su per un minuto e poi chiese: "Quale lupo vince?".
L'anziano Cherokee rispose semplicemente: "Quello a cui dai da mangiare"

Una sera un anziano Cherokee raccontò al suo nipote della battaglia
che avviene dentro le persone.
Gli disse: "Figlio mio, la battaglia è tra due lupi che vivono dentro
di noi.
Uno è infelicità, paura, preoccupazione, invidia, dispiacere,
autocommiserazione, rancore, senso di inferiorità.
L'altro è felicità, gioia, amore, speranza, serenità, gentilezza,
generosità, verità, compassione".
Il piccolo ci pensò su per un minuto e poi chiese: "Quale lupo vince?".
L'anziano Cherokee rispose semplicemente: "Quello a cui dai da mangiare"
Mi sono un tintinino stufata
mercoledì, 29 settembre 2010
di ripetere sempre le stesse cose. Tanto non arriva, c'è poco da fare. Pensavo che il linguaggio fosse fatto per "comunicare", invece no. O prendi a parolacce, allora queste sì che arrivano, perchè offendono, e a quel punto le reazioni le hai (che poi non capisco com'è che si sente spesso dire "parole vuote", come critica, mentre le parolacce che sono, parole piene?), oppure si sta zitti. Siccome le parolacce a mio avviso non sono altro che fiato sprecato, ma davvero, meglio risparmiarlo.
E o magari usare le emoticon








di ripetere sempre le stesse cose. Tanto non arriva, c'è poco da fare. Pensavo che il linguaggio fosse fatto per "comunicare", invece no. O prendi a parolacce, allora queste sì che arrivano, perchè offendono, e a quel punto le reazioni le hai (che poi non capisco com'è che si sente spesso dire "parole vuote", come critica, mentre le parolacce che sono, parole piene?), oppure si sta zitti. Siccome le parolacce a mio avviso non sono altro che fiato sprecato, ma davvero, meglio risparmiarlo.
E o magari usare le emoticon








E ci risiamo con i comportamenti umani.
martedì, 28 settembre 2010
premetto che vorrei tanto, almeno una volta, portare esempi allegri. Ma ancora no, oggi ne ho avuto un altro non bello, e tra l'altro confermato, perchè si tratta di persone con cui ho avuto a che fare a lungo e a stretto contatto e ho riscontrato le stesse difficoltà. Fermo restando che i caratteri del genere, positivamente definiti "forti", a me mettono le ansie, motivo per cui li ho sempre evitati, salvo circostanze di forza, mi dispiace sapere che altre persone, davvero brave e sensibili, ci si trovino (per forza) e con gli stessi disagi che ho vissuto io.
E faccio anche una co-premessa. Ci tengo.
- personalmente guardo sempre il comportamento, generalizzato, perchè sono dell'avviso che bisogna sempre tenere conto della vita individuale, del carattere, di eventuali difficoltà vissute, e tanto altro. Se la persona la conosco, so la sua storia, e mi è più facile comprenderla, se non la conosco, mi fermo all'atteggiamento, se mi piace o meno, e basta, perchè non ho nessuno diritto di andare oltre, non la conosco.
Premesso tutto ciò, parlo appunto di chi agisce sempre senza considerare l'effetto che ha sulle persone attorno. Esempio. Una persona di questo tipo. Mi disse (e non lo dimentico) "tu non devi pensare". Io, con questa faccia
, le risposi "...mi viene spontaneo". E stop. Anni dopo, e dico anni, in un momento di crisi per lei, momento in cui si appoggiò molto a me, parlando amareggiata di una persona che aveva un comportamento ostile nei suoi confronti, disse "sai cosa mi ha detto?? che non devo pensare!!" Al che io con questa faccia
ho detto solo "ah sì?". E stop, perchè cosa le dovevo dire, visto che ora era lei in un momento difficile? Ecco. Io ci ho pensato a come può stare la persona, e mi sono ben guardata dall'infierire, perchè in realtà mi dispiaceva che stava così. Al contrario, lei aveva ben dimenticato che la stessa cosa l'aveva detta anni prima proprio alla persona che aveva davanti. Le aveva scottato sentirselo dire. Allora quando lo disse a me? Due pesi e due misure. Questi sono gli atteggiamenti con cui ce l'ho, gli atteggiamenti che non tengono conto degli altri. E sarà sempre così con tutti, come mi è stato confermato dagli attuali malcapitati.
Una parola però va anche a chi, vedendo questi comportamenti, se ne esce "con me si comporta bene". Sì, ma come fa non lo vedi? Risposta: "Con quello fa così, con me no". Ma perchè? tu pensi che per quella persona tu sia diverso da quello che sta trattando male? Pensi che a quella importi di te più di quanto importa di lui? risposta: "non lo so, ma con me si comporta bene". Pensi male. Non è che devi prendere posizione, ma almeno riconoscere l'ingiustizia del suo comportamento sì. Riguarda tutti, non puoi pensare solo che "con te non fa così". Io vorrei tanto che le persone come quella si rendessero conto che stressano troppo, e vorrei tanto che le persone come te la smettessro di sostenerle; tanto fa male lei, quanto tu, per me. Se una persona è così, è così con tutti. Come fa con gli altri, fa con tutti, quindi può toccare anche a te (e infatti). E quando toccherà a te cosa penserai? Non puoi cadere dalle nuvole, l'hai visto come fa.
Anche questo è un modo per non tenere conto degli altri.
eeeeh no. eeeeh no.
-- voglio iniziare a "parlare" con le emoticon. Per iscritto mi trovo meglio con loro, davvero --
E faccio anche una co-premessa. Ci tengo.
- personalmente guardo sempre il comportamento, generalizzato, perchè sono dell'avviso che bisogna sempre tenere conto della vita individuale, del carattere, di eventuali difficoltà vissute, e tanto altro. Se la persona la conosco, so la sua storia, e mi è più facile comprenderla, se non la conosco, mi fermo all'atteggiamento, se mi piace o meno, e basta, perchè non ho nessuno diritto di andare oltre, non la conosco.
Premesso tutto ciò, parlo appunto di chi agisce sempre senza considerare l'effetto che ha sulle persone attorno. Esempio. Una persona di questo tipo. Mi disse (e non lo dimentico) "tu non devi pensare". Io, con questa faccia
, le risposi "...mi viene spontaneo". E stop. Anni dopo, e dico anni, in un momento di crisi per lei, momento in cui si appoggiò molto a me, parlando amareggiata di una persona che aveva un comportamento ostile nei suoi confronti, disse "sai cosa mi ha detto?? che non devo pensare!!" Al che io con questa faccia
ho detto solo "ah sì?". E stop, perchè cosa le dovevo dire, visto che ora era lei in un momento difficile? Ecco. Io ci ho pensato a come può stare la persona, e mi sono ben guardata dall'infierire, perchè in realtà mi dispiaceva che stava così. Al contrario, lei aveva ben dimenticato che la stessa cosa l'aveva detta anni prima proprio alla persona che aveva davanti. Le aveva scottato sentirselo dire. Allora quando lo disse a me? Due pesi e due misure. Questi sono gli atteggiamenti con cui ce l'ho, gli atteggiamenti che non tengono conto degli altri. E sarà sempre così con tutti, come mi è stato confermato dagli attuali malcapitati.Una parola però va anche a chi, vedendo questi comportamenti, se ne esce "con me si comporta bene". Sì, ma come fa non lo vedi? Risposta: "Con quello fa così, con me no". Ma perchè? tu pensi che per quella persona tu sia diverso da quello che sta trattando male? Pensi che a quella importi di te più di quanto importa di lui? risposta: "non lo so, ma con me si comporta bene". Pensi male. Non è che devi prendere posizione, ma almeno riconoscere l'ingiustizia del suo comportamento sì. Riguarda tutti, non puoi pensare solo che "con te non fa così". Io vorrei tanto che le persone come quella si rendessero conto che stressano troppo, e vorrei tanto che le persone come te la smettessro di sostenerle; tanto fa male lei, quanto tu, per me. Se una persona è così, è così con tutti. Come fa con gli altri, fa con tutti, quindi può toccare anche a te (e infatti). E quando toccherà a te cosa penserai? Non puoi cadere dalle nuvole, l'hai visto come fa.
Anche questo è un modo per non tenere conto degli altri.
eeeeh no. eeeeh no.
-- voglio iniziare a "parlare" con le emoticon. Per iscritto mi trovo meglio con loro, davvero --
Curiosità canaglia
lunedì, 27 settembre 2010


il detto "chi disprezza compra". Ma che vuol dire? Mi rispondono che si intende quando si dice che una cosa non piace, ma in realtà piace. Appunto! Che senso ha dire "non mi piace" se invece piace? E dillo, nooo?! Perchè personalmente non comprerò MAI quello che disprezzo. Se una cosa non mi piace non mi piace, e non mi piacerà mai. Ma se mi piace lo dico, se poi non la posso avere, pace, che devo fare, ma non mi fa certo stare meglio dire che "non mi piace" quando è il contrario esatto. Che significa dire che non piace quando è il contrario?
Che poi l'ho vissuto su di me. Persone che si professavano contrarie a qualcosa e che poi hanno confessato di volere proprio quella.
Ma ditelo, no?!
Possibile che alcune persone dicono il contrario di quello che pensano? Ne ho conosciute diverse che dicevano il contrario di quello che avevano dentro.
Mmmmmmmmma perchèèèèèè?
Che poi l'ho vissuto su di me. Persone che si professavano contrarie a qualcosa e che poi hanno confessato di volere proprio quella.
Ma ditelo, no?!Possibile che alcune persone dicono il contrario di quello che pensano? Ne ho conosciute diverse che dicevano il contrario di quello che avevano dentro.
Mmmmmmmmma perchèèèèèè?
Ottobre
domenica, 26 settembre 2010SAGITTARIO.....e il nostro dinamico amico sagittario sta continuando a lavorare per lui stesso..
poco gli importa in questo periodo dei pensieri degli altri..
poco gli importa degli altri in totalità..
e fa bene dico io..perché negli ultimi anni per non dire tanti anni il sagittario
si è prodigato verso il mondo esterno dando dando e continuando a dare
senza ricevere a volte nemmeno un grazie come ricompensa di tutto ciò che dava..
ed ora invece ha cambiato rotta..
ha invertito la marcia di direzione..
è un po' come un trailer di altri tempi..
ora vuole avere ciò che ha dato agli altri..
e sta riversando tutte le sue energie su se stesso come non aveva mai fatto…
ci saranno molte soddisfazioni in arrivo mio caro amico..
e so anche che ti dispiace non volerle condividere con gli altri queste soddisfazioni..
ma vedrai..
arriverà anche quel momento dove tu saprai di chi fidarti o meno..
e a chi puoi regalare un sorriso senza pensiero alcuno.
(dal sito Njara)
poco gli importa in questo periodo dei pensieri degli altri..
poco gli importa degli altri in totalità..
e fa bene dico io..perché negli ultimi anni per non dire tanti anni il sagittario
si è prodigato verso il mondo esterno dando dando e continuando a dare
senza ricevere a volte nemmeno un grazie come ricompensa di tutto ciò che dava..
ed ora invece ha cambiato rotta..
ha invertito la marcia di direzione..
è un po' come un trailer di altri tempi..
ora vuole avere ciò che ha dato agli altri..
e sta riversando tutte le sue energie su se stesso come non aveva mai fatto…
ci saranno molte soddisfazioni in arrivo mio caro amico..
e so anche che ti dispiace non volerle condividere con gli altri queste soddisfazioni..
ma vedrai..
arriverà anche quel momento dove tu saprai di chi fidarti o meno..
e a chi puoi regalare un sorriso senza pensiero alcuno.
(dal sito Njara)
Insisto
domenica, 26 settembre 2010
Ripropongo il mio "NON REGOLAMENTO" di comportamento, che contiene tutte le basi di quello che penso, dal fatto che bisogna essere se stessi, senza paura di non essere accettati, alla libertà, che c'è sempre per tutti, ma finisce (dovrebbe finire) dove inizia quella dell'altro, da cui il rispetto.
Alle generazioni future (e anche presenti e passate):
RICORDATE SEMPRE: SIETE INDIVIDUI BEN DEFINITI, CON UNA VOSTRA STORIA DA RACCONTARE, LE VOSTRE IDEE, LA VOSTRA ANIMA, NON PERMETTETE A NESSUNO DI ASSORBIRLA IN ENTITA' CHE VI ABBINDOLANO FACENDOVI CREDERE DI ESSERNE PARTE QUANDO SONO SEMPRE POCHI PREPOTENTI A DOMINARLE CHE FARANNO SEMPRE SOLO I PROPRI INTERESSI, STOPPERANNO OGNI VOSTRO PENSIERO SE CONTRASTERA' CON LORO E I LORO INTERESSI, E VI BUTTERANNO FUORI, MA NON VI PREOCCUPATE, NON SIETE FUORI DA NIENTE, SONO LORO A NON ESSERE DENTRO NIENTE, IN QUANTO PERSONE SOLE, CHE PER NON SENTIRISI TALI HANNO BISOGNO DELL'APPROVAZIONE (MAI DELLA CRITICA!) DEGLI ALTRI; NON E' VERO CHE PER ESSERE QUALCUNO DOVETE FAR PARTE DI UNA MAGGIORANZA, CHI SI SENTE SFIGATO SE NON NE FA PARTE E' SFIGATO DI SUO PERCHE' LA PENSA IN QUESTO MODO, E SARA' SEMPRE SFIGATO ANCHE SE FARA' PARTE DEL GRUPPONE; CIO' CHE CONTA NELLA VITA E' ESPRIMERE SE STESSI FINO IN FONDO, TROVARE QUALCUNO DA AMARE PER CIO' CHE E' ED ESSERE AMATI PER CIO' CHE SIETE, AMARE E' APRIRSI PER DONARE VOI STESSI ALL'ALTRO, NON RESTARE CHIUSI IN SE' OGNUNO NEL PROPRIO GUSCIO MANTENENDO DISTANZE E ALIMENTANDO LE PAURE; NON SOFFOCARE NIENTE SOLO PERCHE' PUO' NON PIACERE A GENTE CHE DI VOI NON SI INTERESSERA' MAI SE NON FARETE LE MARIONETTE, E CHE VI LASCERA' SICURAMENTE PER STRADA SE POCO POCO VI FERMATE A RIPRENDERE FIATO (E COSCIENZA DI VOI); LOTTARE PER QUELLO CHE VI SEMBRERA' GIUSTO, RICORDANDO SEMPRE CHE TUTTI HANNO IL DIRITTO DI DIRE LA LORO E CHE NESSUNA OPINIONE E' MAI INUTILE; CERCARE SEMPRE IL CONFRONTO, PERCHE' LA VERA FORZA DI GRUPPO SI BASA SULL'UNIONE, NON SULL'EGOISMO DEI SINGOLI; AVERE COSCIENZA DI QUELLO CHE SIETE, POTENZIANDO LE VOSTRE CAPACITA' SENZA MAI PERDERE DI VISTA I PROPRI LIMITI, E METTERE FUORI TUTTO CIO' CHE SIETE, TENENDO SEMPRE PRESENTE CHE NESSUNO E' SUPERIORE A NESSUNO, E CHE LA VOSTRA LIBERTA' FINISCE DOVE INIZIA QUELLA ALTRUI.
e se qualcuno le prende sono sicuramente io.
RICORDATE SEMPRE: SIETE INDIVIDUI BEN DEFINITI, CON UNA VOSTRA STORIA DA RACCONTARE, LE VOSTRE IDEE, LA VOSTRA ANIMA, NON PERMETTETE A NESSUNO DI ASSORBIRLA IN ENTITA' CHE VI ABBINDOLANO FACENDOVI CREDERE DI ESSERNE PARTE QUANDO SONO SEMPRE POCHI PREPOTENTI A DOMINARLE CHE FARANNO SEMPRE SOLO I PROPRI INTERESSI, STOPPERANNO OGNI VOSTRO PENSIERO SE CONTRASTERA' CON LORO E I LORO INTERESSI, E VI BUTTERANNO FUORI, MA NON VI PREOCCUPATE, NON SIETE FUORI DA NIENTE, SONO LORO A NON ESSERE DENTRO NIENTE, IN QUANTO PERSONE SOLE, CHE PER NON SENTIRISI TALI HANNO BISOGNO DELL'APPROVAZIONE (MAI DELLA CRITICA!) DEGLI ALTRI; NON E' VERO CHE PER ESSERE QUALCUNO DOVETE FAR PARTE DI UNA MAGGIORANZA, CHI SI SENTE SFIGATO SE NON NE FA PARTE E' SFIGATO DI SUO PERCHE' LA PENSA IN QUESTO MODO, E SARA' SEMPRE SFIGATO ANCHE SE FARA' PARTE DEL GRUPPONE; CIO' CHE CONTA NELLA VITA E' ESPRIMERE SE STESSI FINO IN FONDO, TROVARE QUALCUNO DA AMARE PER CIO' CHE E' ED ESSERE AMATI PER CIO' CHE SIETE, AMARE E' APRIRSI PER DONARE VOI STESSI ALL'ALTRO, NON RESTARE CHIUSI IN SE' OGNUNO NEL PROPRIO GUSCIO MANTENENDO DISTANZE E ALIMENTANDO LE PAURE; NON SOFFOCARE NIENTE SOLO PERCHE' PUO' NON PIACERE A GENTE CHE DI VOI NON SI INTERESSERA' MAI SE NON FARETE LE MARIONETTE, E CHE VI LASCERA' SICURAMENTE PER STRADA SE POCO POCO VI FERMATE A RIPRENDERE FIATO (E COSCIENZA DI VOI); LOTTARE PER QUELLO CHE VI SEMBRERA' GIUSTO, RICORDANDO SEMPRE CHE TUTTI HANNO IL DIRITTO DI DIRE LA LORO E CHE NESSUNA OPINIONE E' MAI INUTILE; CERCARE SEMPRE IL CONFRONTO, PERCHE' LA VERA FORZA DI GRUPPO SI BASA SULL'UNIONE, NON SULL'EGOISMO DEI SINGOLI; AVERE COSCIENZA DI QUELLO CHE SIETE, POTENZIANDO LE VOSTRE CAPACITA' SENZA MAI PERDERE DI VISTA I PROPRI LIMITI, E METTERE FUORI TUTTO CIO' CHE SIETE, TENENDO SEMPRE PRESENTE CHE NESSUNO E' SUPERIORE A NESSUNO, E CHE LA VOSTRA LIBERTA' FINISCE DOVE INIZIA QUELLA ALTRUI.
e se qualcuno le prende sono sicuramente io.
Non so se vi succede
sabato, 25 settembre 2010
di dover prendere una decisione, e siete indecisi sul da farsi, ma stranamente vi trovate davanti di continuo dei "segni", o come altro dire, su quello che dovete fare. Che sia una decisione di lavoro, o di vita, di amore, qualsiasi sia. Tipo, un lavoro in un'altra città, e vi trovate davanti, per iscritto, o in tv, o anche girando tra le stazioni radio, quella data città in cui dovreste trasferirvi, o continui riferimenti ai lavori in trasferta, a traslochi o simili. Ora, può darsi che si tratti di suggestione o di semplici coincidenze (anche se io non credo nè all'una nè all'altra), e alla proiezione nostra di qualcosa che probabilmente abbiamo già deciso - nel senso, ci si ferma a quello che si VUOLE vedere. Ma chi si ferma a quello che vuole vedere non andrà mai oltre, potrebbe sfuggirgli il soprannaturale. O anche, meglio, chi di base non crede nel soprannaturale, si fermerà sempre solo a quello che vuole vedere, non si porrà mai il problema "e se oltre ci fosse la risposta?". E se invece fosse così? Se la risposta fosse "oltre" e quelli sono segnali veri e propri che vengono da qualcosa al di sopra di noi? Anche perchè spesso tendiamo magari ad ignorarle queste cose, vedendole appunto come semplici coincidenze. Ma io non credo alle coincidenze. Credo, e ne ho continua conferma vedendo cose che accadono ad altri - perchè anche queste per me sono fondamentali per confermarmi valori in cui già credo - , a qualcosa di superiore che interagisce con le nostre esistenze. Io non penso "ma no, è solo una coincidenza trovare proprio questo proprio qui proprio ora". No. Istintivamente mi chiedo
"perchè proprio questo proprio qui proprio ora?"
E' così che mi sento in questo periodo.
di dover prendere una decisione, e siete indecisi sul da farsi, ma stranamente vi trovate davanti di continuo dei "segni", o come altro dire, su quello che dovete fare. Che sia una decisione di lavoro, o di vita, di amore, qualsiasi sia. Tipo, un lavoro in un'altra città, e vi trovate davanti, per iscritto, o in tv, o anche girando tra le stazioni radio, quella data città in cui dovreste trasferirvi, o continui riferimenti ai lavori in trasferta, a traslochi o simili. Ora, può darsi che si tratti di suggestione o di semplici coincidenze (anche se io non credo nè all'una nè all'altra), e alla proiezione nostra di qualcosa che probabilmente abbiamo già deciso - nel senso, ci si ferma a quello che si VUOLE vedere. Ma chi si ferma a quello che vuole vedere non andrà mai oltre, potrebbe sfuggirgli il soprannaturale. O anche, meglio, chi di base non crede nel soprannaturale, si fermerà sempre solo a quello che vuole vedere, non si porrà mai il problema "e se oltre ci fosse la risposta?". E se invece fosse così? Se la risposta fosse "oltre" e quelli sono segnali veri e propri che vengono da qualcosa al di sopra di noi? Anche perchè spesso tendiamo magari ad ignorarle queste cose, vedendole appunto come semplici coincidenze. Ma io non credo alle coincidenze. Credo, e ne ho continua conferma vedendo cose che accadono ad altri - perchè anche queste per me sono fondamentali per confermarmi valori in cui già credo - , a qualcosa di superiore che interagisce con le nostre esistenze. Io non penso "ma no, è solo una coincidenza trovare proprio questo proprio qui proprio ora". No. Istintivamente mi chiedo
"perchè proprio questo proprio qui proprio ora?"
E' così che mi sento in questo periodo.
Per la serie "Interviste mai viste", Intervista ad una randagia mancata.
sabato, 25 settembre 2010
"dica"
"Lei cosa ne pensa della vivisezione?"
"e che è?"
"Non sa niente dei provvedimenti legislativi presi per aiutare la ricerca scientifica e i suoi ritrovati, medici e cosmetici, attraverso l'eventuale ricorso alla sperimentazione sugli animali, ora anche randagi? Lei che è una randagia mancata, che ci dice?"
"Boh. Io so solo di essere qui come te, di volerci restare quanto più a lungo possibile, come te, nel miglior modo possibile, come te, mangiando, correndo, vivendo, facendo queste cose qui, insomma.
Per il resto...
ma qual era la domanda?"
"Sulla vivisezione e la sperimentazione sugli animali. Le sembra giusto?"
"Salve. Qual era la domanda?"
"Buongiorno. Visto che ha finito di pranzare posso farLe una domanda?"
"dica"
"Lei cosa ne pensa della vivisezione?"
"e che è?"
"Non sa niente dei provvedimenti legislativi presi per aiutare la ricerca scientifica e i suoi ritrovati, medici e cosmetici, attraverso l'eventuale ricorso alla sperimentazione sugli animali, ora anche randagi? Lei che è una randagia mancata, che ci dice?"
"Boh. Io so solo di essere qui come te, di volerci restare quanto più a lungo possibile, come te, nel miglior modo possibile, come te, mangiando, correndo, vivendo, facendo queste cose qui, insomma.
Per il resto...
ma qual era la domanda?"
"Sulla vivisezione e la sperimentazione sugli animali. Le sembra giusto?"
"giusto? io so solo di essere qui come te e di volerci restare quanto più a lungo possibile come te e nel miglior modo possibile, come te, mangiando, correndo, vivendo, queste cose qui, insomma.
Chiedete a lui, forse lui lo sa."
"Lui chi? Questo beagle?"
Chiedete a lui, forse lui lo sa."
"Lui chi? Questo beagle?"
"Salve. Qual era la domanda?"
e come si fa a capire?
venerdì, 24 settembre 2010
un estratto da un articolo sulla direttiva europea relativa alla sperimentazione anche sui randagi.
Vivisezione, direttiva Ue
Senza tener conto delle ricerche condotte per lanciare nuovi cosmetici e delle cavie non censite (i non vertebrati), nell'Unione europea vengono utilizzati per le sperimentazioni 12 milioni di animali l'anno. Con la nuova direttiva si andrà verso un aumento o una diminuzione? Per il presidente di Farmindustria Sergio Dompè si andrà verso una riduzione perché il testo spinge in direzione dell'uso di sistemi alternativi. Per la deputata Pdl Gabriella Giammanco, invece, "la direttiva va a favore degli interessi delle industrie farmaceutiche e amplia la soglia di dolore per gli animali, in particolare cani, gatti e primati. Mi auguro che il nostro Paese recepisca in modo restrittivo quest'assurda direttiva".
sono due cose opposte. Quale sarebbe l'interpretazione corretta della direttiva? Quella del presidente della Farmindustria, o quella della deputata?
Ma possibile che le leggi debbano sempre essere interpretabili a "seconda di come fa comodo" a chi parla? "Se non possono fare altrimenti usano i randagi", ciò significa che se iniziano a sparire i randagi loro hanno la "scusa" pronta "prevista" dalla direttiva che "non hanno trovato alternative? Bella presa per i fondelli. Non sarebbe più semplice scrivere "useremo i randagi" PUNTO. Oppure, "non useremo i randagi" PUNTO. Così invece sono legalmente autorizzati a prendere i randagi con la coscienza tranquilla perchè lo fanno "nel caso in cui non trovano alternative".
No io non ho parole.
TROVATE UN'ALTERNATIVA ALLA SPERIMENTAZIONE SU ANIMALI INVECE DI PERDERE TEMPO A CREARE SIMILI ESPEDIENTI SOLO PER METTERE A TACERE TUTTI!
un estratto da un articolo sulla direttiva europea relativa alla sperimentazione anche sui randagi.
ANIMALI
Vivisezione, direttiva Ue
"Sì ai randagi come cavie"
Il provvedimento approvato ieri prevede che cani e gatti "vaganti" possano essere usati per la sperimentazione se non è possibile raggiungere altrimenti lo "scopo della procedura" di ricerca. Protestano gli animalisti, 40 eurodeputati abbandonano l'aula
Senza tener conto delle ricerche condotte per lanciare nuovi cosmetici e delle cavie non censite (i non vertebrati), nell'Unione europea vengono utilizzati per le sperimentazioni 12 milioni di animali l'anno. Con la nuova direttiva si andrà verso un aumento o una diminuzione? Per il presidente di Farmindustria Sergio Dompè si andrà verso una riduzione perché il testo spinge in direzione dell'uso di sistemi alternativi. Per la deputata Pdl Gabriella Giammanco, invece, "la direttiva va a favore degli interessi delle industrie farmaceutiche e amplia la soglia di dolore per gli animali, in particolare cani, gatti e primati. Mi auguro che il nostro Paese recepisca in modo restrittivo quest'assurda direttiva".
sono due cose opposte. Quale sarebbe l'interpretazione corretta della direttiva? Quella del presidente della Farmindustria, o quella della deputata?
Ma possibile che le leggi debbano sempre essere interpretabili a "seconda di come fa comodo" a chi parla? "Se non possono fare altrimenti usano i randagi", ciò significa che se iniziano a sparire i randagi loro hanno la "scusa" pronta "prevista" dalla direttiva che "non hanno trovato alternative? Bella presa per i fondelli. Non sarebbe più semplice scrivere "useremo i randagi" PUNTO. Oppure, "non useremo i randagi" PUNTO. Così invece sono legalmente autorizzati a prendere i randagi con la coscienza tranquilla perchè lo fanno "nel caso in cui non trovano alternative".
No io non ho parole.
TROVATE UN'ALTERNATIVA ALLA SPERIMENTAZIONE SU ANIMALI INVECE DI PERDERE TEMPO A CREARE SIMILI ESPEDIENTI SOLO PER METTERE A TACERE TUTTI!
Giochi di parole
venerdì, 24 settembre 2010
Per dindi e rindina....
Il tipo di comicità che amo di più è quella fatta di doppi sensi, di significati inespressi e di giochi di parole e con le parole. A me fa ridere parecchio, e mi ci diverto spesso ad inventarne, anche se non ai livelli di chi sa creare veri e propri capolavori. Questa l'ho ripescata da un post che ho messo un paio d'anni fa. E' venuta fuori mentre scherzavo con un'amica su msn, in uno di quei momenti che, per quanto futili sembrino, sono tra i migliori che si trascorrono, perchè del tutto senza pensieri, senza oppressione, senza "serietà", ma "demenzialmente" creativi (o creativamente demenziali). Una scemata, insomma. Ma sul momento mi sono davvero divertita, è questo il ricordo che ne ho.






Per dindi e rindina....
Dindi e Rindina erano due sorelle gemelle. Un giorno vagavano insieme per la foresta di Oibò....mentre vagavano bel belline, si imbatterono nel dio Perbacco, che, insieme alla compagna Accipicchia e al loro figlio Perbaccolino, le riempì di accidenti. Fuggendo a tutta birra da questo luogo impervio, giunsero a Vaffanzum (in lombardo noto come Vaccagher), un luogo pieeeeeeno pieno di gente in vacanza. Girando tra la folla, e non sapendo dove andare, le due sventurate chiesero informazioni a due giovani, che a quel paese c'erano stati mandati molto spesso: un genovese (Belin) e un milanese (Pirla), che, dissero, erano là a caccia di cacchi e corbezzoli. Da cosa nasce cosa, tra i 4 giovani qualcosa nacque: una bella serie di cavoli e mortacci. Dopo il lieto (??) evento, si trasferirono tutti a Morìammazzato, cittadina limitrofa di Vaffanzum, e di certo non meno popolata.
L'ultima uscita. - dedicato a mio padre.
giovedì, 23 settembre 2010
L'ultima volta hai chiesto di andare sul mare. Sotto un cielo nuvoloso, sei rimasto là, seduto, a guardare il mare grigio, a lungo, senza dire niente. E' al mare che hai affidato le tue ultime parole, è il mare che conosce i tuoi ultimi pensieri. E non c'è amico più fidato di lui.
Tuttora, ogni volta che attraverso quel posto, dove tu sei rimasto a lungo a parlare al mare, ti rivedo là. Dove so che hai lasciato le tue ultime parole. Dove so che hai lasciato una parte di te, custodita per sempre dal mare.
Sì che ci credo negli angeli.
L'ultima volta hai chiesto di andare sul mare. Sotto un cielo nuvoloso, sei rimasto là, seduto, a guardare il mare grigio, a lungo, senza dire niente. E' al mare che hai affidato le tue ultime parole, è il mare che conosce i tuoi ultimi pensieri. E non c'è amico più fidato di lui.
Tuttora, ogni volta che attraverso quel posto, dove tu sei rimasto a lungo a parlare al mare, ti rivedo là. Dove so che hai lasciato le tue ultime parole. Dove so che hai lasciato una parte di te, custodita per sempre dal mare.
Sì che ci credo negli angeli.
Ecco, questo in effetti mi fa un po' paura.
Ho notato che quando si scrive a sfogo, o ci si lamenta di qualcosa o qualcuno, comunque in negativo, si passa diciamo inosservati, come se fosse una cosa naturale. Quando invece si tirano fuori argomenti che parlano di soprannaturale, o di amore, allora ti trovano da ridire. Scusate, ma crescere significa "non credere più a niente?" Ma insomma! Per me è già stato un trauma scoprire che Babbo Natale non esiste! Si cresce. Ovvio che si cresce, ma crescere mica significa "diventare cinici". Caspita, quelle sono tutte cose positive, credere in qualcosa è positivo, e idee e ideali non nuocciono mai a nessuno. E che cacchio! Questa è disillusione, non crescere, e la disillusione è molto negativa. Come si può non credere più a niente? La realtà in faccia sì, ma non per questo bisogna smettere di credere a quello in cui si crede. Crescere significa una sola cosa: prendersi responsabilità delle proprie scelte. Ma si può continuare a credere a tutto, Babbo Natale compreso, volendo.
Ognuno la pensa come vuole. Ma questo cinismo mi fa un po' paura.
OCCHI
Occhi di bambino,
splendenti di sogni non ancora sognati,
che sorridono fiduciosi
al futuro lontano.
Occhi di bambino,
senza veli nè illusioni,
che guardano in su - verso di te -
come domani guarderanno il cielo
Occhi di bambino,
profondi e grandi,
che raccolgono amore da chi li ama
per donarne presto a chi ameranno.
Occhi di bambino,
bellissimi e puri,
che si aprono al mattino
come l'alba di un giorno senza fine
sulle vaste distese di un mondo da scoprire,
dove corrono leggeri e ridono felici
con la tenera speranza degli occhi di un bambino.
Ognuno la pensa come vuole. Ma questo cinismo mi fa un po' paura.
OCCHI
Occhi di bambino,
splendenti di sogni non ancora sognati,
che sorridono fiduciosi
al futuro lontano.
Occhi di bambino,
senza veli nè illusioni,
che guardano in su - verso di te -
come domani guarderanno il cielo
Occhi di bambino,
profondi e grandi,
che raccolgono amore da chi li ama
per donarne presto a chi ameranno.
Occhi di bambino,
bellissimi e puri,
che si aprono al mattino
come l'alba di un giorno senza fine
sulle vaste distese di un mondo da scoprire,
dove corrono leggeri e ridono felici
con la tenera speranza degli occhi di un bambino.
Quando gli angeli si avvicinano
Ognuno di noi ha i suoi angeli. E ci sono determinati momenti in cui la loro presenza è maggiormente percepibile. Tipo, quando a occhi chiusi, prima di dormire, sentiamo un soffio leggero sfiorarci la fronte, tanto da farci riaprire gli occhi: è uni angelo che ci vola vicino. O quando siamo intenti in qualcosa e ci giriamo di scatto nella assoluta convinzione che ci sia qualcuno alle nostre spalle: è un angelo che ci sorveglia. O quando sentiamo parole dimenticate, che all'improvviso ci ritornano alla mente per poi sentirle pronunciare poco dopo in contesti inspiegabili: è un angelo che ci parla, O ancora quando immersi nei pensieri ci dirigiamo inconsciamente verso un luogo, e, senza più pensieri in mente, ci ritroviamo a fissare il cielo: è un angelo che ci ha preso per mano e richiede la nostra attenzione.
In questi momenti, i nostri angeli sono più vicini a noi. Forse proprio quei momenti in cui noi, consapevoli o no, abbiamo più bisogno di loro.
In questi momenti, i nostri angeli sono più vicini a noi. Forse proprio quei momenti in cui noi, consapevoli o no, abbiamo più bisogno di loro.
Shakespeare dice
"Possiamo chiudere con il passato, ma il passato non chiude con noi. "
e lo condivido del tutto anche in questo. Sono passati 12 anni dalla morte di mio padre, il 7 ottobre, e ogni anno, da allora, quando si avvicina la data, sto strana. Come se vedessi le cose in modo diverso. Non è tanto per il modo in cui se n'è andato, che è stato comunque drammatico, quanto per come era lui, forte, fortissimo, non ha lasciato trasparire nemmeno per un secondo la sua enorme sofferenza, anche fisica, e questo fatto, non so perchè, ha reso il tutto ancora più duro, il dispiacere ancora più grande. E ogni anno, puntualmente, come si avvicina il 7 ottobre, sento un un'agitazione di fondo che non mi spiego. Un senso di perdita. Anche se ho distrazioni, o situazioni divertenti, che lo voglia o meno, questa agitazione è sempre là. E lo stesso succede ai miei fratelli. E' qualcosa che ci porteremo dietro per sempre, a questo punto. In questo periodo, nonostante il tempo che passa, la situazione emotiva di fondo resta uguale. Come si spiega? E che altro pensare se non che, per quanto facciamo, il passato è sempre presente?
Equinozio d'autunno
Equinozio: il sole è in corrispondenza con la linea dell'equatore, cioè sosta 12 ore sotto e 12 ore sopra l'equatore. E abbiamo il giorno uguale alla notte. Da domani, giornate sempre più brevi. Finchè entrerà l'inverno. Che è la mia stagione preferita. Anche l'autunno mi piace, però. Forse perchè ci sono nata. 
evvivaaaaaaaaaaaaaaaaaa!
Vi capita mai?
(del 20/9/2010)
"Tu vedi cose che esistono e ti chiedi: Perché?
Io sogno cose mai esistite e mi chiedo: Perché no?"
"(George Bernard Shaw)"
Io sogno cose mai esistite e mi chiedo: Perché no?"
"(George Bernard Shaw)"
E se faccio entrambe le cose? 
Avete mai la sensazione di qualcosa che vi chiama? Qualcosa più grande di voi, e che proprio per questo non riuscite ad afferrare, sapete solo che c'è ? Del tipo, pensate, e dite, una frase, e subito dopo ve la ritrovate davanti in un posto sconosciuto dove siete capitati "per caso"? Che poi sarà davvero "per caso", visto che vi ritrovate davanti una cosa che avete pensato poco prima? Saranno segnali cosmici? O segni di follia incombente?

Intanto, e comunque sia, buongiorno a tutti.


Avete mai la sensazione di qualcosa che vi chiama? Qualcosa più grande di voi, e che proprio per questo non riuscite ad afferrare, sapete solo che c'è ? Del tipo, pensate, e dite, una frase, e subito dopo ve la ritrovate davanti in un posto sconosciuto dove siete capitati "per caso"? Che poi sarà davvero "per caso", visto che vi ritrovate davanti una cosa che avete pensato poco prima? Saranno segnali cosmici? O segni di follia incombente?

Intanto, e comunque sia, buongiorno a tutti.

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