lunedì 5 dicembre 2011

Il giusto comportamento

(del 21/7/2010)
Parlando con una persona con cui c'è grande intesa, si rifletteva sugli approcci con gli altri, constatando una totale affinità di metodo. Due caratteri diversi, perchè io comunque tendo ad infiammarmi ma poi mi passa, a lei no, non passa. Non passa la delusione, anche perchè spesso si tratta di cattiveria gratuita quella che ci si trova davanti. Fatto sta che sia io che lei andiamo incontro con fiducia, e tendiamo ad aprirci senza alcun problema. Salvo poi sentirci dire da chi ci è più vicino che non dovremmo farlo con tanta facilità, perchè - e non hanno torto - chi ci va di mezzo siamo noi. E infatti è vero che la maggioranza delle persone di sè non dice niente, resta sul vago e sul superficiale, oppure dice tanto per poi boh, svanire nel nulla. E aggiungiamoci che spesso accade che se non parli, che non parli, se parli ti vuoi imporre o vuoi creare casini  Allora, qual è il giusto comportamento? Fermo restando che non c'è un giusto comportamento, ognuno ha il suo, e quello è, nè giusto nè sbagliato. Sbaglia chi si erge a giudice dei comportamenti altrui e predicozza a rompimiento.  Un conto sono le antipatie, che tutti possono avere, indubbiamente, ma mettersi a dire "così non si fa" è da presuntuosi. Ma a me, come alla mia interlocutrice, è capitato di dare un consiglio, o una opinione, in totale buona fede, che è stata interpretata in modo diametralmente opposto. Perchè? Perchè non c'è buona fede in chi ascolta, evidentemente. Allora? due persone come noi che devono fare? Su di noi non è bene parlare troppo altrimenti ci scopriamo, opinioni non possiamo darne altrimenti passiamo per chi non siamo, quindi?? Naaa, bisogna essere se stessi, questo penso io, sempre e comunque, e andare sempre incontro con la fiducia che fa parte di noi. Se questo mi fa stare bene, perchè non dovrei farlo?  Ritengo comunque sempre più giusta la scelta di chi però ha dato un taglio netto con questo mondo qua, fatto di ipocriti travestiti da altruisti. Ha avuto coraggio da vendere, dimostrando intelligenza e fermezza. Io non so. Da una parte spero ancora di far capire, perchè questo vorrei, non parlare a vuoto tanto per, detesto queste perdite di tempo, ma far riflettere, senza cambiare idea, ma riflettere su quello che dico. Solo che qui ti bollano e basta, senza minimamente ascoltare, se provo a far notare qualcosa che secondo me non va, neanche mi fanno finire di parlare che già sanno cosa voglio dire, , mi stoppano accusandomi di intenzioni che non ho per cui io dal voler scambiare idee e confrontarle, mi ritrovo a dovermi difendere da assurdità di chi non vuole turbare l'ordine costituito. E' scoraggiante, decisamente. Ma! dentro di me, una speranza c'è sempre.

PS: L'altra volta mio fratello mi ha detto "ti accorgi che sei come mamma, che parla e non l'ascolta nessuno?" Risposta mia: "Sì, ma io parlo lo stesso, prima o poi qualcuno mi sentirà". E lui "E' la stessa cosa che ha risposto mamma". Beh, almeno ora so da chi ho ripreso.

Nessun commento:

Posta un commento