giovedì 8 dicembre 2011

In una società

(del 29/8/2010)
in cui "vivere" corrisponde a "stare in mezzo agli altri", e per stare in mezzo agli altri ormai conta solo "l'apparire", il "ben pensare", il dire la frase giusta e MAI quella sbagliata, misurarsi, limitarsi, non esprimersi del tutto, e far vedere SOLTANTO i punti "belli", forti, nascondendo scrupolosamente i difetti, se non vuoi essere considerato "anormale" o peggio, e fuori dalla massa, quindi praticamente "non vivo", chi è egoista, sa pensare a se stesso prima di tutto, ad apparire un "grande", agli occhi (appunto l'apparenza) di tutti, e resta sempre in superficie senza mai approfondire, limitandosi alle formalità, dando di sé solo poche nozioni mirate, quasi sempre superficiali, quali i gusti preferiti di gelato, per "farsi conoscere" (a tale proposito, mi sono sempre chiesta come mai nei vari test che girano per "conoscersi meglio" c'è sempre la domanda "qual è l'ultima volta che hai fatto sesso"  Ehh, fondamentale per conoscere qualcuno, sì), è indubbiamente più "forte". Chi riesce a dire "io dico questo e chissene frega se travolgo qualcuno" viene considerato in gamba, tosto, forte. (Menefreghista e senza scrupoli noo?). Ed è ben accolto da questa società che esalta la superficialità, la stupidità e l'egoismo. Mentre chi è sensibile, attento agli altri, altruista, incapace di pensare a solo a sé e tutt'altro che superficiale, è considerato "debole". Chi dice "io dico quello che penso, ma mi faccio scrupolo se ferisco qualcuno" è considerato l'anti-fico. E' l'anello debole della catena, quindi è fuori.
Io difenderò sempre il "debole". Che poi debole non è, affatto, e alla lunga si vedrà, perchè tutti questi "tosti" che girano prima o poi si sentiranno persi, sommersi dal loro stesso egoismo e angosciati dalla perenne minaccia che si scopra che anche loro hanno punti deboli. Non me ne faccio niente della superficialità, in ogni campo, da quello che mi accade intorno ai rapporti con gil altri, andrò sempre e sempre di più a fondo, mi farò sempre più domande, "proprio perchè" non sono superficiale e non voglio quello che è superficiale. Come non me ne faccio niente di una società che definisce la sensibilità come "debolezza". Vabè allora, se volete la "forza", di persone insensibili ce ne sono tante. E continuerò a dirlo, anche se mi ripeterò, e anche se so che non servirà a niente, continuerò a dire ciò che penso, per dare coraggio, o meglio fiducia, agli "anelli deboli" (che non sono pochi) comprensibilmente sfiduciati di fronte a quanto è sempre più diffuso e decisamente preoccupante. Darò voce a loro che la pensano come me, per opporsi a tutti questi "anelli forti" convinti, prima che, proprio a causa loro e del loro egoismo, la catena si spezzi definitivamente. Finchè avrò fiato.

PS: a proposito di stupidità, mi rivolgo a quelli che si divertono tanto a prendere in giro gli altri; voglio vedere se vi divertirete poi così tanto quando toccherà a voi essere presi in giro da quelli come voi. Buttateci un pensiero, ogni tanto.

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