giovedì 8 dicembre 2011

Sono sempre più allibita

(del 30/8/2010)

e allibita è dire poco. Di solito io sono tesa verso l'esterno, ma quello che vedo all'esterno mi piace sempre meno. L'amicizia è sulla bocca di tutti, ma non nel cuore. Perchè altrimenti non si avrebbe la forza di fare quello che viene fatto. Non c'è obbligo di affetto, per carità, ma comportarsi in maniera incomprensibile senza dare la minima spiegazione, voltare la faccia all'improvviso senza dare la minima spiegazione, che amicizia sarebbe? Rendersi del tutto disponibili "salvo quando viene chiesto aiuto"  che amicizia sarebbe? Nessuno fa questione su quello che si sceglie di fare - che comunque si ha la libertà di non condividere, mi pare - ma tutto questo perchè senza dare una spiegazione? Non c'è spontaneità, non c'è onestà, non c'è lealtà. E la colpa viene data a chi "non si rassegna". Facile! Ma che non si rassegna! Se siete onesti, o nel bene o nel male, non si tratta di "rassegnarsi" ma di vedervi in faccia per quello che siete e decidere di cambiare strada. SOLO SE SI SANNO LE COSE COME STANNO SI PUò SCEGLIERE LIBERAMENTE. Se voi non siete capaci di dirle esplicitamente, e non volete prendere coscienza di quello che siete mentre chi vi sta di fronte vuole vedere proprio questo da voi, siete voi a non esserne capaci, siete voi a "rassegnarvi" alla superficie, non chi, pur chiedendo, non riesce solo a spiegarsi un comportamento che non ha giustificazione di nessun genere. Perchè pure fosse che ci sono motivi, basta aprire bocca e farli uscire fuori. Cosa che viene fatta, a quanto sembra, per dire cavolate senza senso.
Ognuno è libero di fare come vuole ed essere come vuole. Per quanto può mentire a se stesso, alla fine è con se stesso che dovrà fare i conti. E se si piace così, fatti suoi.

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