giovedì 8 dicembre 2011

Mio fratello

(12/9/2010)
il più giovane. Voglio parlare un po' di lui, mi sono accorta che ne parlo poco in effetti,  e questo non perchè non abbia importanza, ovviamente. Forse dipende dalla distanza generazionale, visto che ci portiamo 12 anni, mentre con l'altro fratello solo 2 anni, siamo più vicini e abbiamo passato praticamente le stesse esperienze di giovinezza. Sono molto fiera di entrambi. Ma al più giovane, proprio la forte differenza di età mi lega con un affetto apprensivo fin da quando era piccolo. Quando è nato lui, avevo 12 anni, stava spesso con me, perchè mia mamma lavorava. Era un bimbo allegro, positivo, faceva battute ironiche divertentissime, già da allora. Con la crescita è cambiato, ha perso parte della sua positività, cosa che mi dispiace moltissimo. Ora è un ribelle, ha un carattere essenzialmente duro, e cinico. Ma mi rendo conto che sono le delusioni a renderlo così. Si butta nelle cose, come me, con tutto se stesso, e se quello che fa viene smontato o non viene capito, chiude, definitivamente, a differenza mia non riesce a ritrovare l'entusiasmo che aveva quando ci si è dedicato. Viene preso per permaloso, ma non so se è permalosità. Quando ti distruggono qualcosa in cui credi davvero, ci si rimane proprio male, altrochè. Resta deluso. In questo è come mio padre, che pur essendo una persona estremamente positiva, molto aperto e amante della compagnia (come l'altro mio fratello), se restava deluso chiudeva con tutto quello che lo aveva deluso. Tipo sul lavoro, a cui aveva dedicato tutto se stesso, ebbe una botta incredibile, e proprio da parte di chi si fidava di più. Ebbene, ne rimase talmente amareggiato, da non riuscire non solo a parlarne, ma neanche a vederlo in lontananza, per dire, per un lungo periodo non riusciva nemmeno a passare con la macchina nella zona del suo ufficio. Chiuse con tutto, diede le dimissioni, e non volle più saperne niente. E così è mio fratello Filippo. Non è aperto come mio padre, anzi, è più tendente a chiudersi, e ha un caratteraccio, se deve dirti una cosa te la dice e pure a brutto muso. Però ha un pregio enorme: la puntualità. Ricordo che ci ridevo tanto con una collega in ufficio, in un periodo in cui lui passava a riprendermi là. Oh, se diceva "passo alle 13:12" alle 13:12 era! La mia collega, sua coetanea, era sbalordita. Mi diceva "ma ha un cronometro in corpo?!", e sosteneva giustamente che è strana tanta puntualità soprattutto in un uomo. Quando lui mi telefonava per dirmi che era in ritardo, ad esempio, e mi comunicava che tardava di, tipo, 6 minuti, dopo 6 minuti e non uno di più drin! Eccolo là. E la mia collega si piegava in due per le risate.
Il mio fratellino puntuale. Avrà pure un caratteraccio, ma qualche pregio lo ha. Se non viene non viene, e non fa giri per dirtelo nè cerca scuse,  se il motivo è la mancanza di voglia te lo dice papale papale. Ma se ti dice che  viene, viene, e senza farti attendere neanche un secondo, puoi contarci. Quindi rispettoso ci è, alla fine.

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