(del 11/9/2010)
Il fatto che non parlo delle mie paure non significa che io non ne abbia. E il fatto che mi aggrappo alle certezze che ho, e avrò sempre, non significa che non sono paurosa. Semplicemente non mi viene da parlarne, non mi dà niente farlo, nè me le risolve. E poi di natura non riesco a restare fissa su cose negative, devo sempre comunque trovare un'uscita positiva. Ma che significa? Mica sono d'acciaio? Anzi, sono una paurosa nata, di paure ne ho a sacchi, ma parlarne che mi cambia? E poi parlarne con chi? Per stare poi peggio io e al limite far stare male qualcun altro. Magari trovi chi non ti capisce, o non ti vuole stare a sentire, o magari ti comprende ma ti compatisce, e questo non mi va, nè lo faccio mai io con gli altri. Non sono il tipo che parla delle sue paure, ho sempre evitato, anche perchè capitava che avevo di fronte chi passava un momento sereno, quindi che vado a rovinarglielo, no, non esiste, o chi ha già problemi suoi, per cui non ho intenzione di aggiungergli altre angosce. Tutti abbiamo le nostre paure, compresa me, ma le supero da sola, ho sempre fatto così, e ci sono riuscita ogni volta, aggrappandomi alle mie certezze, in cui credo fortemente, cosa che mi dà la "certezza" che in un modo o nell'altro ne esco. E a quel punto non ho paura di niente.
PS: quando le paure arrivano, aspetto sempre che sopraggiunga la "certezza", e lascio che sia questa a prendere il sopravvento, perchè se devo parlare e trasmettere qualcosa a qualcuno, casomai preferisco trasmettergli la certezza, non la mia paura.
PS: quando le paure arrivano, aspetto sempre che sopraggiunga la "certezza", e lascio che sia questa a prendere il sopravvento, perchè se devo parlare e trasmettere qualcosa a qualcuno, casomai preferisco trasmettergli la certezza, non la mia paura.
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