lunedì 5 dicembre 2011

Non mi interessa

un emerito accidente di quello che pensa di me chi NON se ne frega e NON mi conosce affatto. Se non mi conosce che peso può avere cosa pensa? Non mi interessa, e di conseguenza non voglio saperlo. Così come non ho interesse, non mi dà niente, non ho bisogno, di dire a chi non mi piace che non mi piace. Se un cibo non mi piace non lo mangio, ma lo devo dire per forza? Perchè? Non lo dico finchè non me lo chiedi. Se me lo chiedi allora te lo dico sì. Altrimenti che bisogno c'è di dirlo? Non lo mangio, punto. Piace al resto del mondo? A me no. Dov'è il problema? Stessa cosa, una persona che non mi piace non la frequento, me ne tengo lontana, e non sento il bisogno di dirglielo, non interessa a me come sono sicura non interessa a quella persona. Se me lo chiede glielo dico, sicuro, Non dico una cosa per un'altra. Altrimenti, no. Non ne sento il bisogno, non mi dà nulla, non mi cambia nulla, e per di più non la conosco, è un'antipatia istintiva, volendo anche sbagliata, ma è antipatia. Ma resta il fatto che non la conosco, quindi che devo andare a dire. Piace a tutto il mondo? A me no. Dov'è il problema? Per lo stesso identico motivo, non ho alcun interesse per l'opinione che chi non mi conosce e a cui non piaccio ha di me.

PS: io NON sono quello che gli altri pensano che io sia. Sono un individuo ben definito, che chi vuole conoscere può conoscere tranquillamente, perchè sono aperta verso l'esterno, non sto chiusa in me, e non accetto che mi si attribuiscano cose che non mi appartengono solo perchè chi parla non riconosce altro che quello che riesce ad inserire, arrivando anche a ficcarcelo a forza, in inutili schemi convenzionali nei quali io non rientro e mi rifiuterò sempre di rientrare.

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