"Mare dentro", che tratta il difficile e delicato argomento dell'eutanasia e della libertà di scegliere se vivere o morire, con l'accento sull'assurdità delle leggi statali e dell'ingerenza ecclesiastica su una scelta che dovrebbe spettare esclusivamente all'individuo coinvolto, il quale, oltre a lottare "contro la vita" (a questo punto, più che contro la morte) si ritrova a dover lottare contro la burocrazia per un diritto che dovrebbe essere sacrosantamente suo;
"The Hours", le storie parallele di tre donne: la scrittrice Virginia Woolf, una tipica moglie americana degli anni 50, e una donna dei giorni nostri. Filo conduttore è il romanzo Mrs Dalloway, scritto dalla stessa Woolf, letto dalla moglie americana e interpretato dalla donna di oggi. Le 3 figure sono divise dal tempo, ma decisamente accomunate dal fatto di essere imprigionate in un ruolo che non le rispecchia: la prima nella pazzia, (non è affatto pazza, ma semplicemente incapace di accettare le convenzioni e i compromessi della vita quotidiana, e per questo ritenutapazza); la seconda nella sua vita di moglie e madre esemplare (vita che non riconosce e sente estranea) e la terza nelle convenzioni; quest'ultima (incarnazione di Mrs Dalloway), si affanna ad organizzare una festa per un suo amico poeta, vincitore di un premio, ma malato terminale di AIDS. Un film drammatico, che sottolinea benissimo come le convenzioni non servano a nulla, la finzione è assolutamente deleteria, e di certo non è sufficiente a nascondere la tragicità della vita. La vita non deve essere ricoperta e abbellita, ignorandone gli aspetti più spiacevoli. Deve essere semplicemente vissuta così com'è.
"The Hours", le storie parallele di tre donne: la scrittrice Virginia Woolf, una tipica moglie americana degli anni 50, e una donna dei giorni nostri. Filo conduttore è il romanzo Mrs Dalloway, scritto dalla stessa Woolf, letto dalla moglie americana e interpretato dalla donna di oggi. Le 3 figure sono divise dal tempo, ma decisamente accomunate dal fatto di essere imprigionate in un ruolo che non le rispecchia: la prima nella pazzia, (non è affatto pazza, ma semplicemente incapace di accettare le convenzioni e i compromessi della vita quotidiana, e per questo ritenutapazza); la seconda nella sua vita di moglie e madre esemplare (vita che non riconosce e sente estranea) e la terza nelle convenzioni; quest'ultima (incarnazione di Mrs Dalloway), si affanna ad organizzare una festa per un suo amico poeta, vincitore di un premio, ma malato terminale di AIDS. Un film drammatico, che sottolinea benissimo come le convenzioni non servano a nulla, la finzione è assolutamente deleteria, e di certo non è sufficiente a nascondere la tragicità della vita. La vita non deve essere ricoperta e abbellita, ignorandone gli aspetti più spiacevoli. Deve essere semplicemente vissuta così com'è.
"Guardare la vita in faccia e conoscerla per quella che è... Gli anni che abbiamo trascorso insieme, per sempre. Per sempre, l'amore. Per sempre, le ore"
Da annotare.
Entrambi i film sono particolarmente forti grazie alle interpretazioni degli attori: nel primo c'è Bardem, che adoro come attore (e come uomo); nel secondo le tre attrici, Kidman, Moore e Streep, e lo straordinario Ed Harris nella parte del poeta morente. Sono la dimostrazione di quanto la bravura dell'attore ti trascini, ti coinvolga nella trama del film, fino al punto di fartelo vivere.
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