lunedì 5 dicembre 2011

Parlando di delusione

(del 19/7/2010)
Ieri mi è stata fatta questa domanda: "Fin dove deve arrivare una persona o cosa deve fare per deluderti?" E riflettendoci bene, mi sono resa conto che per me la delusione non ha mai avuto alcun peso rispetto ai sentimenti. So che ci sono casi limite, di rapporti decennali troncati da una delle due parti senza dare spiegazioni, e là posso capire la delusione di chi resta, perchè non ci si capacita che anni di rapporto non abbiano costruito niente. Là alzo le mani, decisamente. Ma la risposta alla domanda fatta per quanto mi riguarda è che chi amo non mi delude, o meglio, tutti quelli che amo mi hanno deluso per un motivo o un altro,  deluso le mie aspettative, ma questo non ha mai influito su quello che provo per loro. E chi conosco poco, quindi non conosco, non può deludermi, perchè niente di quello che fa può avere un qualche effetto su di me, visto che devo ancora conoscerlo. E se ci rimango male per quello che fa, è comunque qualcosa che lascia il tempo che trova, perchè non so di lui abbastanza per restarci male davvero. A dirla tutta, ho sempre tollerato poco chi dice con molta facilità "questo ha fatto questa cosa, mi ha deluso, chiuso". E' un atteggiamento che dal mio punto di vista dimostra mancanza di affetto, di persone concentrate su se stesse e su quello che subìscono loro, più che sull'altro. Perchè non ci si può aspettare che gli altri si comportino in modo sempre corrispondente alle nostre aspettative, e se ci si basa su questo, significa che sentimenti non ce ne sono. Quando si vuole bene a qualcuno si vuole bene per quello che è, non per quello che fa o non fa. Bisogna capire cosa lo porta a fare in un dato modo, per dire di conoscerlo. Se ci si ferma a comportamenti che ci soddisfano o meno, si giudica, ma non si ama, non c'è interesse per la persona, ma solo per noi stessi e le nostre aspettative. Per me invece è la persona che conta, e per me è fondamentale che si comporti spontaneamente, senza preoccuparsi di deludere quello o quell'altro. Come si può vivere controllando ogni nostra mossa perchè altrimenti A ci resta deluso, e Z se ne va? Non si possono vivere i rapporti in questo modo, almeno io non riesco, devo sentirmi libera di essere me stessa, e se questo è motivo di temere di perdere qualcuno, significa che questo qualcuno lo perderei comunque, anche se stessi immobile come una statua, non gli andrebbe bene lo stesso. Per di più prima o poi si scoppia comunque. Perchè non ci si può soffocare o limitare o selezionare aspetti migliori di noi scartando i peggiori nella paura di deludere, tanto chi ci vuole bene davvero non smetterà mai di volercene, nonostante (e anche per) i numerosi sbagli che obiettivamente tutti commettiamo.

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