
Questa emoticon riassume perfettamente la mia idea. Giusto stamattina è uscito l'argomento.
In riferimento al post sottostante, sui rapporti umani. La (quasi) conclusione è che magari non lo capirò mai come funzionano; l'unica certezza è quello che voglio per me e quello che so dare. non troverò il libretto delle istruzioni o anche se lo trovo, non le capisco (nè le accetto); e visto che, tra l'altro, ognuno si fa i libretti a suo modo, quasi quasi stilo un mio personale "libretto delle istruzioni", e se non si "confà" al pensiero generale, non ci posso fare niente.
Premessa:
nella vita, fatta eccezione per quello che la vita stessa ci mette davanti e che non possiamo controllare, ognuno di noi PUO' LIBERAMENTE SCEGLIERE COSA ESSERE. Su questo non ci sono dubbi. In una famiglia di delinquenti, il figlio può scegliere se essere delinquente oppure onesto, non è genetico, è un fatto di scelta, dipende se preferisce la via più "facile" (la prima, perchè già battuta) o la più difficile (perchè deve affrontare enormi ostacoli, in primis la famiglia stessa). Ma chi essere può sceglierlo comunque lui stesso. Inutile poi dare la colpa agli altri di ciò che si è o delle situazioni in cui ci troviamo, siamo quello che siamo perchè lo abbiamo scelto noi, ed è l'unica cosa che nessuno può toglierci, nè impedirci. Premesso questo, i rapporti non sono facili, ma voler bene sì, lo è. Quindi:
- Base e punto di partenza:
il sentimento. Se c'è si va avanti, altrimenti no. Come si è si è di carattere, il sentimento non deve mancare.
- Aspetti fondamentali:
lealtà e onestà su se stessi sempre, dall'inizio alla fine. Dire le cose come stanno, anche in caso di semplice cambiamento di idea, e tenere al corrente l'altro, SOPRATTUTTO se lo riguarda direttamente. Il resto, SE c'è il sentimento, va da sé.
- No categorico a:
dire una cosa per un'altra. Non esistono cose dette tanto per far piacere, SE NON SONO VERE. Tanto meno, TANTO MENO per "evitare di ferire l'altro". Far vivere all'altro un "quieto vivere" o una situazione di cui è convinto ma che non è, non ferisce, DI PIU', distrugge, tutto il tempo che ha perso. E non esiste nemmeno che poi di questo si dà a lui la colpa perchè "ha dato per scontato" o che "non vuole rassegnarsi", ma di cosa, di aver perso tempo? Beh, non è facile rassegnarsi, come non ha dato per scontato niente, ha solo creduto a quello che gli è stato detto, come ci ha creduto all'inizio. Tutto ciò che non si sente, o non si vuole, non è necessario dirlo, e NON VA DETTO. In sintesi, basta dire le cose come stanno, e non ci sono problemi. (ved. punto 2).
Fine
In riferimento al post sottostante, sui rapporti umani. La (quasi) conclusione è che magari non lo capirò mai come funzionano; l'unica certezza è quello che voglio per me e quello che so dare. non troverò il libretto delle istruzioni o anche se lo trovo, non le capisco (nè le accetto); e visto che, tra l'altro, ognuno si fa i libretti a suo modo, quasi quasi stilo un mio personale "libretto delle istruzioni", e se non si "confà" al pensiero generale, non ci posso fare niente.
Premessa:
nella vita, fatta eccezione per quello che la vita stessa ci mette davanti e che non possiamo controllare, ognuno di noi PUO' LIBERAMENTE SCEGLIERE COSA ESSERE. Su questo non ci sono dubbi. In una famiglia di delinquenti, il figlio può scegliere se essere delinquente oppure onesto, non è genetico, è un fatto di scelta, dipende se preferisce la via più "facile" (la prima, perchè già battuta) o la più difficile (perchè deve affrontare enormi ostacoli, in primis la famiglia stessa). Ma chi essere può sceglierlo comunque lui stesso. Inutile poi dare la colpa agli altri di ciò che si è o delle situazioni in cui ci troviamo, siamo quello che siamo perchè lo abbiamo scelto noi, ed è l'unica cosa che nessuno può toglierci, nè impedirci. Premesso questo, i rapporti non sono facili, ma voler bene sì, lo è. Quindi:
- Base e punto di partenza:
il sentimento. Se c'è si va avanti, altrimenti no. Come si è si è di carattere, il sentimento non deve mancare.
- Aspetti fondamentali:
lealtà e onestà su se stessi sempre, dall'inizio alla fine. Dire le cose come stanno, anche in caso di semplice cambiamento di idea, e tenere al corrente l'altro, SOPRATTUTTO se lo riguarda direttamente. Il resto, SE c'è il sentimento, va da sé.
- No categorico a:
dire una cosa per un'altra. Non esistono cose dette tanto per far piacere, SE NON SONO VERE. Tanto meno, TANTO MENO per "evitare di ferire l'altro". Far vivere all'altro un "quieto vivere" o una situazione di cui è convinto ma che non è, non ferisce, DI PIU', distrugge, tutto il tempo che ha perso. E non esiste nemmeno che poi di questo si dà a lui la colpa perchè "ha dato per scontato" o che "non vuole rassegnarsi", ma di cosa, di aver perso tempo? Beh, non è facile rassegnarsi, come non ha dato per scontato niente, ha solo creduto a quello che gli è stato detto, come ci ha creduto all'inizio. Tutto ciò che non si sente, o non si vuole, non è necessario dirlo, e NON VA DETTO. In sintesi, basta dire le cose come stanno, e non ci sono problemi. (ved. punto 2).
Fine
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