(del 26/7/2010)
proprio vera questa cosa eh!
Se qualcuno mi viene a dire "quella ha detto che le stai antipatica", la mia risposta è, per citare mio padre, "tanto piacere alla parte destra, perchè la sinistra se ne fregava già da un pezzo", cioè non me ne importa un fico secco. Ognuno, e lo dirò fino alla fine dei suoi giorni*, ha e può avere le proprie opinioni, simpatie antipatie, può fare quello che gli pare, a me non interessa la sua opinione di me. Là sta là resta, non mi cambia la vita, neanche saperlo o meno. Ma! Se tu muovi critiche su di me giudicandomi nelle intenzioni, quindi non come tua opinione personale, soggettiva e legittima, ma come affermazione certa su cose di cui non puoi essere certa, e che gettano cattiva luce su di me mettendomi magari nei casini, a volte anche piuttosto gravi, vitali direi (perchè se non è vitale il lavoro, non so) ALLORA NO. Così è da vigliacchi, per non dire di peggio. Se hai da dire cose del genere, fallo davanti a me, perchè io possa spiegare, o dire la mia visto che si tratta di MIE intenzioni. Dillo, anche davanti a tutti, ma con me presente, che non esito a dirti le cose come sono, ma almeno ho la possibilità di farlo. Se ne parli agli altri, io non posso venire da te e tirare fuori l'argomento, perchè ne va di mezzo la persona che mi ha riferito, che per quanto possa aver sbagliato, non è assolutamente in questione. In questione sei tu. Quindi metti la faccia e me lo vieni a dire.Non perchè devi dirmi le tue opinioni su di me, ma perchè quelle non sono opinioni personali, assolutamente discutibili, tu mi vedi così, altri no, quindi sono soggettive, no, quelle sono accuse di comportamento che possono danneggiarmi. E come hai il "diritto" di dire sempre tutto quello che pensi, hai il "dovere" sacrosanto di dirle davanti a me queste cose, perchè io possa risponderti. Faccia a faccia.
Ma c'è qualcuno capace di farla sta cosa?
*dei "miei" giorni, non dei suoi!
Ho sbagliato. Sarà un lapsus freudiano.
Se qualcuno mi viene a dire "quella ha detto che le stai antipatica", la mia risposta è, per citare mio padre, "tanto piacere alla parte destra, perchè la sinistra se ne fregava già da un pezzo", cioè non me ne importa un fico secco. Ognuno, e lo dirò fino alla fine dei suoi giorni*, ha e può avere le proprie opinioni, simpatie antipatie, può fare quello che gli pare, a me non interessa la sua opinione di me. Là sta là resta, non mi cambia la vita, neanche saperlo o meno. Ma! Se tu muovi critiche su di me giudicandomi nelle intenzioni, quindi non come tua opinione personale, soggettiva e legittima, ma come affermazione certa su cose di cui non puoi essere certa, e che gettano cattiva luce su di me mettendomi magari nei casini, a volte anche piuttosto gravi, vitali direi (perchè se non è vitale il lavoro, non so) ALLORA NO. Così è da vigliacchi, per non dire di peggio. Se hai da dire cose del genere, fallo davanti a me, perchè io possa spiegare, o dire la mia visto che si tratta di MIE intenzioni. Dillo, anche davanti a tutti, ma con me presente, che non esito a dirti le cose come sono, ma almeno ho la possibilità di farlo. Se ne parli agli altri, io non posso venire da te e tirare fuori l'argomento, perchè ne va di mezzo la persona che mi ha riferito, che per quanto possa aver sbagliato, non è assolutamente in questione. In questione sei tu. Quindi metti la faccia e me lo vieni a dire.Non perchè devi dirmi le tue opinioni su di me, ma perchè quelle non sono opinioni personali, assolutamente discutibili, tu mi vedi così, altri no, quindi sono soggettive, no, quelle sono accuse di comportamento che possono danneggiarmi. E come hai il "diritto" di dire sempre tutto quello che pensi, hai il "dovere" sacrosanto di dirle davanti a me queste cose, perchè io possa risponderti. Faccia a faccia.
Ma c'è qualcuno capace di farla sta cosa?
*dei "miei" giorni, non dei suoi!
Ho sbagliato. Sarà un lapsus freudiano.
Nessun commento:
Posta un commento