giovedì 1 dicembre 2011

Secondo me

il regalo più bello che si possa fare a qualcuno è tramandare le cose che ha detto, o fatto. Ognuno di noi ha un motivo per essere nato, e lascia un suo segno (a volte non bellissimo, purtroppo), negli affetti, nelle opere. Comunque lascia un segno. Dall'antichità il desiderio più ambito era proprio quello di non passare inosservati, ma, in qualche modo, vivere per sempre. E in effetti è vero. In effetti tramandando, ricordando, parlando di qualcuno a noi caro, gli si dona qualcosa che non ha prezzo, la sua fetta di immortalità. 

PS: non so come, ma ultimamente sono piena di idee, per lo più polemiche, in verità , ma mi saltano in testa anche osservazioni del genere. Mi domando perchè.

Internet - amoreodio

Spesso mi viene da rifletterci su. Come sarebbe oggi senza internet? Una tragedia. Ricordo quando anni fa (neanche tanti, poi) era difficile avere proprio il computer. Si usavano le macchine da scrivere. O i fogli e la penna   Ammetto anche che a volte mi manca la scrittura a mano. Ma no, senza computer non potrei più stare, è assodato. E anche senza internet. Si fa tutto qui, ormai, enciclopedie, vocabolari, giornali. Insomma, è un fatto, internet è fondamentale per la vita di tutti i giorni. Ma, come tutte le cose della vita, accanto ai pro, ha i suoi bei contro. Mettendo da parte la dipendenza che crea, perchè quella sta a noi controllarla, uno dei contro più grossi combacia direttamente con uno dei pro più grossi, e cioè, mettere in contatto le persone. Quando i primi tempi se ne parlava (ricordo che era pubblicizzato da Spielberg e da M. Jackson come mezzo di comunicazione per i bimbi in ospedale), io ero entusiasta all'idea di un mezzo che metteva in contatto il mondo intero in tempo reale. Addirittura ci fu un primo caso di matrimonio avvenuto attraverso internet. Oggi è quasi una norma. Non c'erano più confini, potevi conoscere tante cose che senza non avresti potuto conoscere, un'invenzione straordinaria, che ti permetteva di viaggiare dovunque restando comodamente seduto a casa tua. Già, però. Restando comodamente seduto. Ecco che dal primo grande pregio viene fuori il primo grande difetto (almeno per me). Eccezioni a parte, è vero sì che si entra in contatto con tantissima gente, ma i risultati effettivi quali sono? Hai la possibilità di conoscere qualcuno che entra nella tua vita e te la cambia, forse addirittura l'anima gemella, chissà, che senza internet non avresti potuto mai incontrare. Ma anche no. Puoi trovare persone in malafede, che usano questo mezzo per ingannare, per crearsi vite parallele, o personaggi che vorrebbero essere e non saranno mai (se non fanno pure di peggio, da quanto si sente). Questo è un rischio. Allora che si fa? Gli incontri di gruppo. Ma a me non sono mai piaciuti gli incontri di gruppo. Li ho sempre ricollegati alle gite dei gruppi di terza età che hanno un ombrello alzato come punto di riferimento. Non ho mai creduto ai grupponi (come non credo alle "rimpatriate" di vecchi compagni di scuola, motivo della nascita di facebook), non mi sono mai piaciuti. Da tutto ciò risulta una conseguenza evidente: che internet o meno, io la penso come la pensavo, precedentemente ad internet e precedentemente all'uso stesso del computer: per me nella vita ciò che contano sono sì i rapporti (che con internet ho numericamente più possibilità di instaurare), ma quelli veri (che restano rari da trovare NONOSTANTE l'uso di internet, anzi, in questo caso internet può essere un ostacolo perchè spesso falsa le cose). Per me il numero non conta assolutamente niente, conta la qualità, non la quantità. Dunque, sì, amo internet per tutte le opportunità che ti dà (anche perchè se non lo usassimo staremmo fuori da tutto, visto che tutto si fa qui, oramai), tra cui conoscere qualcuno che, senza, non avresti potuto conoscere e che può migliorarti la vita. Ma di contro, sì, odio internet, perchè ti mette contemporaneamente a rischio di incontrare chi non vorresti mai incontrare in vita tua e che magari te la rovina, la vita, e allora che differenza c'è col mondo "reale"? La differenza è proprio il pregio, cioè l'opportunità che ti dà di metterti in contatto con più persone rispetto alla vita reale, aumentando da una parte l'eventuale fortuna di incontrare quella giusta ma anche dall'altra l'eventuale rischio di incontrare quella sbagliata, eventualità, da quello che sento, molto più frequente della prima, purtroppo. - Senza dire delle coppie scoppiate, o di rapporti distrutti, grazie e attraverso questo mezzo. Ma come mai? la gente impazzisce forse, da non riuscire a darsi una misura? O ha finalmente occasione di mettere fuori il peggio di sè? E' come se si perdesse il senso di responsabilità, tanto tutto può essere fatto e poi cancellato e annullato, sentimenti compresi, tutto può essere vero oggi e non vero domattina, basta spegnere il modem.
L'unica soluzione agli inconvenienti eventuali è incontrare tutti quelli con cui entro in contatto, ma io, da sempre, non amo queste cose, quindi questa soluzione non fa proprio per me. Io, da sempre, valuto i sentimenti, l'amicizia vera, la persona speciale e unica, che eventualmente ho "la fortuna" di "trovare" a prescindere dal mezzo, una persona reale nella vita reale, non un'invenzione temporanea su internet che si spegne quando spengo il computer. E, piuttosto che l'incontro con gruppi di persone sconosciute alle quali di me frega zero tanto quanto a me di loro, preferisco nettamente l'improvvisata a casa mia di qualcuno a cui tengo davvero, e che tiene a me davvero.
Concludendo:
amo internet, non potrei farne assolutamente a meno
e
odio internet, per l'uso improprio che molti molto spesso ne fanno. Di conseguenza, ciò che più conta per me ne resterà sempre categoricamente fuori.

Mi sono cordialmente antipatiche

le persone che:

- si credono tutto loro;
- vogliono sempre stare in mezzo ad eventi o affini, per non perdersi nemmeno una virgola;
- accusano gli altri di quello che sistematicamente fanno (ma loro hanno ottime motivazioni però eh)
- danno giudizi sommari e non cambiano idea;
- si credono i depositari della verità;
- fanno ramanzine a destra e a manca sul "buon" comportamento, ma che sia "buon" chi lo stabilisce, loro?
- non si espongono mai, così, di facciata, hanno sempre una posizione "giusta";
- si lamentano di essere sole e poi sono le prime a defilarsi quando qualcuno chiede il loro aiuto;
- si definiscono "schiette", ma a conti fatti non dicono mai davvero quello che pensano e sanno solo offendere.


preciso che mi sono antipatiche ma "cordialmente", ed è un giudizio del tutto personale, perchè io, non essendo depositaria di nessuna verità, ritengo che tutti possono smentirsi. Purtroppo è raro che questo accada, ma non metto limiti alla provvidenza.

La teoria dello zucchero

Qualche sera fa ho rivisto in tv il film Totò, Peppino e la banda degli onesti. Premetto che per me Totò è non solo un grande comico, ma direi proprio un vero filosofo. Infatti non c'è film suo in cui non abbia formulato teorie acutissime nella maniera più semplice e "popolare" possibile. L'altra sera mi è rimasto impresso un esempio portato per descrivere il comportamento dei prepotenti e senza scrupoli, che agiscono solo per se stessi. Con il suo solito modo scanzonato, parlando con Peppino in un bar davanti a due tazze di caffè. Totò spiega che ci sono le brave persone, gli onesti, da una parte e  gli arraffoni dall'altra. Questi ultimi riempiono la propria tazzina di caffè con lo zucchero (che rappresenta il capitale) senza preoccuparsi di toglierne ad altri, anzi, prendendone più possibile, anche quello che di fatto non serve. Gli onesti, di contro, per eccesso di scrupolo, perchè si rendono conto del valore dello "zucchero", e che lo zucchero può servire anche ad altri, finiscono col non prenderne affatto. Direi che l'esempio è perfetto per descrivere non solo un atteggiamento "politico" ma umano in generale, di conseguenza presente in ogni epoca storica, e che è causa di molti mali (se non tutti) della nostra società.
E Totò colpisce ancora. Salvo poi proporre, come via più rapida per risolvere i propri problemi finanziari, di "adeguarsi" alla delinquenza e diventare falsari , tentativo che, ovviamente, non riesce, perchè chi è onesto di natura non riuscirà mai a diventare arraffone.

Lo dico ufficialmente

tutto quello che succede su Facebook per me NON CONTA, come una scritta sulla sabbia. Non mi è mai piaciuto più di tanto, e ora ho la dimostrazione pratica che, con le dovute eccezioni, perchè io a differenza di altra gente, non faccio MAI di tutt'erba un fascio, facebook non è altro che il ritrovo ideale per imbroglioni e vigliacchi, per quelli che DI NATURA sanno solo imbrogliare e quelli che DI NATURA non hanno il coraggio di dire le cose in faccia a chiccessia, si tratti di estraneo, parente o amico. Queste due categorie di gente trovano là il miglior mezzo di espressione. Quindi DA QUESTO MOMENTO IN POI, ogni evento, discussione, avvenimento pubblicizzato e sviluppato su facebook che abbia i connotati di vita privata (specie se coinvolge la MIA vita privata) per me HA VALORE ZERO!

E' vero

io non vivo nel reale. Vivo in una realtà parallela a quella in cui vivono tutti. Ciò che è comunemente inteso come "reale" per me non conta. Contano soltanto le emozioni che questo reale suscita in me (o in te, o in caio e sempronio). Quello per me conta, quello mi rimane, quello per me è vita "reale". E per questo motivo spesso e volentieri non riesco proprio a farmi capire, nè trovo chi capisce di cosa sto parlando. Uno sguardo, una parola, un gesto, non contano in sé, per me, ma conta l'emozione nascosta dietro, l'emozione che nasce da questi. La proiezione parallela di quello che tutti gli altri chiamano "realtà".


PS: e tutto ciò che non mi dà emozione, per me, non vale la pena (cosa forse non bella da dire).

NILUS, Comicità saggia

Nilus, by Origonehttp://cheremone.ilcannocchiale.it/mediamanager/sys.user/14584/striscianilus.gifhttp://www.mondoerre.it/download/PERSONAL6~2010_img/03/nilus/nilus01/nilus01.jpghttp://www.mondoerre.it/download/PERSONAL6~2010_img/02/nilus/nilus01/nilus01.jpg

Proposta...

di petizione.
Dati i soggetti partecipanti al programma, propongo una raccolta firme per cambiare il titolo di "L'ISOLA DEI FAMOSI" in "L'ULTIMA SPIAGGIA". Tanto per onestà di giudizio.

Sono decisamente stufa!!

della gente che manca totalmente di rispetto! Tengo sempre conto degli altri, sempre, e sempre a scapito di me stessa, ovviamente, superando le mie esigenze e tutto il resto! E per tutta risposta non sono gli altri ad essere stronzi ma sono io ad essere fessa!! Ipocriti! Ma basta, questa cosa NON ACCADRA' PIU'!! Certa gente non sa che significa il rispetto! Per me il buon vicinato si basa sul "vivi e lascia vivere" (e tralascio quelli che considerano questo detto per i sentimenti  "vivi e lascia vivere" per i sentimenti! Ma fatela finita!). Il vicino è un estraneo, ma va rispettato, come vado rispettata io però. Tu a casa tua fai quello che vuoi, e ci mancherebbe, ma anch'io a casa mia, però! E per me va tutto bene, finchè tu non usi il gioco sporco lamentandoti, pubblicizzando quello che piace a te. E  quello che piace a me dove sta?? Tu sei più "vicino" di quanto lo sia io, scusa eh?  E allora no, io prendo le mie dovute precauzioni, e sì che penso soltanto a me stessa, a quel punto sì che lo faccio! Io rispetto te, ma se tu non rispetti me, perchè dovrei rispettare te?? A quel punto accampo tutti i miei diritti, TUTTI QUANTI. E tutelo quello che per tutelare te ho trascurato. Se tu tuteli gli affari tuoi io tutelo i miei. E se metti bocca su come faccio, io la metto su come fai tu. Questo è quanto! Il rispetto lo dò a chi me lo dà.  Per me non ci sono limiti e confini da porre, mai con nessuno, perchè alla base io la tua privacy la rispetto! E di primo sono convinta che tu faccia lo stesso con me! Quando vedo che non è così, le cose cambiano, se permetti, soprattutto se devo tutelare qualcuno a cui tengo. Non sono io che sono fessa perchè non mi faccio rispettare (rispettando te non mi faccio rispettare?? Ti rendi conto di quanto sia ridicola questa cosa?? No?? COMODO!!). Sei tu che sei totalmente incapace di rispettare gli altri. Questo è IL DATO DI FATTO!! E che sia chiaro una volta per tutte:
 rispettare il prossimo non significa affatto aver scritto "GIOCONDO" in fronte! 
 
(PS: a titolo informativo, GIOCONDO viene da Jo Condor, (dal Carosello), e da piccoli lo usavamo per indicare il fesso.)

Per augurare Buona Pasqua

mi piace mettere le ricette tipiche regionali, che, oltre ad un interesse informativo, possono dare spunto per eventuali abbuffamenti
Allora:


BUONA PASQUA!!
CURIOSITA': ho saputo che la Pasqua cade la prima domenica dopo il plenilunio successivo al 21 marzo (ecco perchè non è mai lo stesso giorno. E l'ho saputo solo ora).

Ricette regionali di Pasqua.
ABRUZZO,Capra alla Neretese |
CALABRIA,Pitte con Niepita
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CAMPANIA,Pastiera napoletana
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EMILIA-ROMAGNA,Lasagne verdi
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FRIULI,Pinza pasquale alla triestina
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LAZIO,Arrosto d'agnello con la coratella |
LIGURIA,Torta pasqualina
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LOMBARDIA,Torta salata di Pasqua
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MARCHE,Brodetto in bianco di Portorecanati
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MOLISE,Insalata Buona Pasqua
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PIEMONTE,Brasato al Barolo
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PUGLIA,Le scarcelle
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SARDEGNA,Pillus
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SICILIA,Zuccotto pasquale
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TOSCANA,Uova con le uova
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TRENTINO,Polpettine pasquali
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UMBRIA,Agnello tartufato
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VALLE D'AOSTA,Crescia di Pasqua
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VENETO,Insalata pasqualina


 
E buon appetito a tutti!

(S)Fortuna


La superstizione cos'è? Esiste davvero o è solo suggestione? Mio padre diceva "non ci credo ma mi adeguo, per cui preferisco aggirare una scala piuttosto che passarci sotto, alla fine non mi costa nulla".
Ricordo che da ragazzina, a spasso con le amiche, ci divertivamo a passare in mezzo ai gruppi di Carabinieri, per il motivo che "porta fortuna". Ma perchè dovrebbe portare fortuna passare in mezzo ad un gruppo di Carabinieri? Eppure a modo nostro ci credevamo. E' bello credere in tutto ciò che porta fortuna , mentre è molto triste credere in ciò che porta sfortuna, e se credi in una cosa devi credere anche all'altra. C'è addirittura chi teme anche un complimento, perchè, dice, tira la sfiga. Eh la miseria! Non è forse più probabile che sia solo nella sua testa, = che sia solo "superstizione"? O addirittura è perchè lui stesso fa così con gli altri? Ma chi è così come vive? come l'invidioso, che per "ambizione" è capace di passare sopra a chiunque, ma troverà sempre chi ha più di lui, e meglio di lui, per cui vivrà solo per scavalcare gli altri, e questo a causa della sua natura invidiosa, non della sfiga. E lo stesso discorso si può fare per il superstizioso, che vive tutto nella sua mente, paure e insoddisfazioni personali che riversa all'esterno in questo modo. U
no così non conoscerà mai pace, tanto meno felicità.
In conclusione, io non credo che esista chi porta sfortuna - esiste l'invidia, la cattiveria, queste sì che fanno paura - come non credo che esista chi porta fortuna,  nè che ci sia chi nasce fortunato e chi sfortunato (Wil Coyote a parte ). Ma credo nella natura della gente, negli stati d'animo differenti con cui viviamo le situazioni, nei diversi periodi della nostra vita, a seconda del carattere, di come prendiamo le cose in un dato momento,  se cioè siamo bendisposti o maldisposti verso tutto quello che ci succede. Non è la sfiga che ci perseguita, siamo noi che ce ne convinciamo. In sintesi per me la superstizione non è altro che suggestione. Ma a tale proposito credo anche che (purtroppo) esista chi se ne convince e si fa suggestionare fino ad arrivare alla paranoia o alla mania di persecuzione, il che è terribile, per quanto si tratti di casi estremi.
Io alla sfortuna non ci credo.., ma alla fortuna mi piace crederci . E allora?
Allora mettiamola così: se proprio devo crederci preferisco pensarla in questo modo:
Non è il coyote ad essere sfortunato, è il bibip ad essere fortunato.

In questi giorni ho saputo che:

- L'insalata non si taglia mai con il coltello;
- Il formaggio non si taglia mai con la forchetta;
- Il tovagliolo non si apre mai del tutto;
- Il terremoto in Cile del 27 febbraio 2010 sia stato così forte da spostare l’asse di rotazione del pianeta e accorciare la durata del giorno.

Le normali reazioni umane

Questo topic è doppio, nel senso che ho in mente due argomenti, distinti ma in qualche modo correlati.
Intanto, dal topic sull'empatia mi è venuto in mente quanto siano interessanti le reazioni umane. Mi piace la psicologia (se non s'è capito lo dico ) , perchè mi interessa, e per certi versi inquieta, la mente umana. E' complessa, ma con una sua logica (non sempre individuabile). Nonostante le differenze tra individuo e individuo, è indiscutibile che bene o male ci sono per tutti le stesse dinamiche mentali. Lo sfogo ad esempio, c'è chi lo fa immediato (in quanto impulsivo di natura) e chi no, ma di uno sfogo, si sa, abbiamo bisogno tutti. In caso di grande dolore, per dire, c'è chi piange e si dispera subito, e chi invece non tira fuori niente. Forse perchè il dolore è talmente grande da non riuscire nemmeno ad esprimerlo, o forse, chissà, si pensa ("inconsciamente") che ogni reazione è inadeguata alla forza di quello che si prova. E il particolare straordinario è che chi è fatto così troverà comunque sfogo al suo stato d'animo, magari reagendo spropositatamente se gli cade una forchetta. Il grande dolore rimasto zitto fino a quel momento trova sfogo per tutt'altro motivo e decisamente futile. Ma è ovvio che quel motivo è solo una scusa per la mente davanti alla quale scusa si riesce a tirare fuori quello che era rimasto dentro per una causa seria e grave. O anche una risata isterica. Insomma, il modo per sfogarsi  si trova sempre. Questo accade non solo per il dolore, ma per tutte le emozioni, ovviamente, ed è straordinario come tutti siamo uguali da questo punto di vista.
L'altro argomento riguarda il  termine "normale" , che è uscito fuori ieri parlando con una mia amica. Cosa si intende per normale? Etimologicamente, indica ciò che è "conforme alle norme", ad esempio (per citare la mia amica), con il semaforo rosso non si passa. Giusto. E' una norma. Però questo termine viene usato (e direi anche abusato) in altri modi secondo me fuorvianti (principio base per il quale spesso ci si fraintende.),  e molto spesso si intende per "normale" ciò che  è condiviso dai più, quindi quello che esce dallo schema di comportamente comunemente riconosciuto è di conseguenza anormale (INIZIO POLEMICA: purtroppo questo schema è dettato più dai regole fondate su preconcetti e tramandate nel tempo come "normali", ma il dato di fatto è che chi lo stabilisce che un comportamento rientra nella norma o no? Quale norma? FINE POLEMICA). Lei diceva giustamente che quello che è normale per lei può non esserlo per me. Al che io ho obiettato che allora non è corretto usare il termine "normale" (visto che signfica conforme alle norme, e quindi non può essere soggettivo). Allora per quello che per me è in un modo e per te in un altro si dovrebbe più correttamente usare la parola "naturale", cioè conforme alla natura della persona.  Alla fine entrambe abbiamo constatato che troppo spesso si usano termini a sproposito.
Vabè sono fiscale e se poi trovo un'amica fiscale tanto e più di me addio

Empatia - (vediamo un po' se ho capito bene)

Cos'è l'empatia? Sul Devoto-Oli di anni fa (per l'esattezza del 1985), non è nemmeno definita . Dunque, è stata utilizzata da relativamente poco tempo. Escludendo di sicuro che NON E' "sentire la stessa cosa" (perchè questa è SIMpatia),  la definizione che si trova in giro è la seguente:

La parola deriva dal greco "εμπαθεια" (empateia, a sua volta composta da en-, "dentro", e pathos, "sofferenza o sentimento"),[1] che veniva usata per indicare il rapporto emozionale di partecipazione che legava l'autore-cantore al suo pubblico.
Nelle
scienze umane, l'empatia designa un atteggiamento verso gli altri caratterizzato da uno sforzo di comprensione intellettuale dell'altro, escludendo ogni attitudine affettiva personale (simpatia, antipatia) e ogni giudizio morale.

Abilità nobile, quindi, e molto rara, e direi anche fondamentale...ma nella psicologia, non nella vita. Per quanto mi riguarda non fa parte di me, che sono estremamente emotiva, letteralmente vittima delle emozioni, specialmente nei rapporti. E spiego perchè.
Se ho capito bene, stando alla definizione, si tratta di un'abilità emotiva molto analitica, più medica che altro, cioè, un bravo psicanalista dovrebbe di sicuro averla perchè, se vuole capire ed aiutare il paziente, deve innanzitutto saper andare al di là di quello che il paziente dice, per arrivare a cogliere ciò che questi davvero sente e pensa. Per farlo, è assolutamente necessario che l'analista si liberi da qualsiasi condizionamento, che sia scolastico, di educazione, caratteriale e anche e soprattutto emotivo. Condizionamento che, se interviene, impedisce l'empatia in quanto blocca l'obiettività (si sa che quando si è coinvolti in qualche maniera, non si riesce ad essere obiettivi).
Di conseguenza, se ho capito bene, io personalmente so che non proverò mai empatia, specie quando sono emotivamente coinvolta, nè la cerco, perchè da chi amo voglio amore, non obiettività. E in caso di empatia, sempre SE ho capito bene, l'amore è sicuramente escluso.

No, non so provare empatia, specie quando amo. E non mi pare che sia stata provata nei miei confronti... O si ama o si prova empatia. La definizione è chiarissima (non devi essere coinvolto in alcun modo). Quando si ama cosa c'è da scoprire? si viene fuori liberamente, almeno per quanto mi riguarda. Per cui non la voglio. Con chi amo (se mi riama) voglio venire fuori come sono e che l'altro venga fuori com'è. Liberi. Voglio amore, non obiettività.

AGGIORNAMENTO

Dunque, parlandone con altre persone, tra cui un'esperta in materia  , mi sono chiarita un po' di cose. Da quanto ho capito, con la prima parte della definizione qui sopra (presa da wikipedia), relativa al teatro posso dire di ritrovarmici, perchè mi capita molto spesso di piangere davanti ai film, mi immedesimo e mi emoziono, e l'interpretazione di un attore mi commuove alle lacrime a volte talmente tanto che la sensazione mi dura per giorni, per cui qualcosa mi ha trasmesso di sicuro. Mi accade nei film, ma anche davanti ad un paesaggio naturale, o a scene di persone che piangono, stanno male o ridono alle lacrime, figuriamoci con i miei cari. Mi è capitato ad esempio di piangere per la perdita di un animale domestico di chi non conosco perchè capivo bene il suo dolore. Queste cose le ho sempre sentite, ma non ho mai saputo che si trattasse di empatia, essendo estremamente emotiva pensavo fosse la mia emotività, emozioni mie provocate da quello che vedevo. Nella prima definizione quindi mi ci ritrovo. Nella seconda no. La seconda (delle scienze umane) indubbiamente esiste, ed è fondamentale nel campo medico psicanalitico, perchè se il medico non riuscisse a superare se stesso, evitando giudizi, anzi pregiudizi personali, non potrebbe, come ho già detto, capire il paziente ed aiutarlo (non può immedesimarsi in alcun modo, sarebbe deleterio. Tra l'altro deve essere proprio abile, in quanto ogni paziente è diverso dall'altro, ogni caso è diverso, quindi ogni volta il medico deve saper cogliere una combinazione di emozioni diversa dalle altre, cioè provare empatia per ogni singolo paziente. E' 'na parola). Quindi da un punto di vista medico sicuramente esiste. Ma nei rapporti umani no, non secondo la mia esperienza. Io non riuscirei a prescindere dalle mie emozioni, che hanno sempre il sopravvento. E nei miei confronti non è capitato nemmeno che sia stata provata (almeno per quanto ne sappia), visto che chi mi ha detto di aver sentito quello che ho sentito io ha sbagliato, non era quello che ho sentito, quindi era senza dubbio condizionato da quello che sentiva lui. Per cui secondo me la seconda definizione di empatia esiste in campo medico ma non nei rapporti, perchè non c'è chi è in grado di superare se stesso evitando giudizi personali per capire esattamente cosa si muove nell'animo di chi ha di fronte, è sempre e comunque condizionato da pensieri, sentimenti, giudizi personali. Quindi in questo caso l'empatia per me è un'utopia. Quando qualcuno (che non sia un medico) verrà da me a dirmi "ho capito che hai provato questo" e corrisponderà esattamente a quello che ho provato io, sarò felicissima di ricredermi.
PS: che poi pensavo, in merito all'empatia medica, come fa un medico a capire lo stato d'animo di un omicida, ad esempio? come si fa a cogliere le emozioni di uno che uccide? E senza restare in alcun modo emotivamente coinvolto, nè influenzato da giudizi personali, paure, ecc. Che cosa terribile.


POSTILLA

Una domanda a tutti coloro che hanno la CERTEZZA di aver provato empatia.
Come fate ad essere sicuri di aver percepito esattamente cosa provava l'altro? Ne avete avuto conferma? Perchè condividere una gioia o un'emozione non è empatia. L'empatia prescinde dal nostro coinvolgimento, che sia negativo o positivo, in caso di empatia noi stessi siamo in quel momento annullati, per cogliere ciò che prova l'altro. Per cui, siete quindi del tutto certi che quello che avete percepito è ciò che provava l'altro? Ma sicuri sicuri sicuri?
Nei miei confronti ancora non succede, ma quando succede, e ne avrò conferma, vi avvertirò. Contateci.

Adeguiamoci al sistema un paio di balle!

Adeguiamoci al sistema un paio di balle!

Ma  quale sistema? E chi l'ha creato questo sistema? E poi per quale motivo? Per essere qualcuno, Sì. perchè pensarla come tutti significa essere qualcuno. Ma meglio un vero nessuno che un finto qualcuno! O anche per "piacere" agli altri. Ma piacere a chi? E come si fa a piacere se non si è se stessi? Adeguarsi agli schemi, ma quali schemi?? chi li fa gli schemi? Chi si comporta fuori da ciò che è considerato "normale" è bollato come matto. Ma viva la faccia! Cosa si intende con "normale"? Quello che pensano i più? Siccome la pensano tutti così, è "normale"?  Ma per favore! Non esiste maggioranza, ci sono solo due persone che sostengono un'idea e tutti gli altri fingono di pensarla come loro per sentirsi parte del sistema. Ed ecco qua la "maggioranza". E per adeguarsi a questo bisogna soffocare la propria natura? Soffocare la propria natura equivale a non vivere.
E non è giusto
non è giusto
non è giusto!

IL BRADIPO E LA SCIMMIA (filosofia di vita)

IL BRADIPO E LA SCIMMIA
(filosofia di vita)

Mi è sempre piaciuto il bradipo. Con quella faccetta semiumana, con tanto di frangetta :D, lento e docilissimo, e ho sempre pensato poverino, ci mette ore e ore per salire su un albero e la scimmia, opposto suo, perchè scattante e continuamente in movimento, arriva a scuotere tutto per farlo cadere. Assicurandosi addirittura che lui sia arrivato su in cima! Povero bradipo!! Tanto tempo e fatica per ritrovarsi al punto di prima!!
Però in fondo così la scimmia gli movimenta la vita, senza questo forse la vita del bradipo sarebbe di una noia mortale.
Che farebbe il bradipo senza la scimmia?

Ho tanto da imparare da lei


che conosce il significato della vita. Quando scruta nell'erba se c'è qualcosa di nuovo, e qualcosa di nuovo lo trova sempre; quando corre salta e gioca, nonostante l'età non le consenta più tanto di farlo, e non bada a sciocchezze quali male e bene, bello e brutto, non sembra proprio rendersi conto di quanto pure bella lei sia. E poi quando mi osserva con i suoi occhi puri e ingenui, mentre le pronuncio parole inutili, e sembra chiedermi "ma di che parli? perchè perdi tempo? vai al sodo. Quando si mangia?" Mangiare, bere, dormire e sognare anche, perchè lo fa tanto e spesso.
Ed eccolo il significato della vita: mangiare bere dormire, senza mai rinunciare ai sogni.
Ora lo so, e per questo devo ringraziare la mia piccola Whisky.  

Fondamentalmente non vorrei parlarne


ma da appassionata di Shakespeare quale sono, l'ho visto, giusto per verificare che versione ne hanno dato,  quindi ho deciso di commentarlo. Trattasi del film "Iago"  , versione italiana della tragedia capolavoro "Otello". Inutilmente speranzosa che avrebbero comunque rispettato l'opera originale, anche se, come si nota già dal titolo, da un punto di vista differente, incentrato appunto sulla figura del malvagio, sono rimasta non delusa, sconvolta, a bocca aperta, specie sul finale. Non c'entra nulla con la tragedia originale, ma proprio nulla.  L'ambientazione è quella, Venezia (e a questo punto potevano pure ambientarla a Genova, per dire), i nomi anche, il che stona, perchè oggi è strano trovare un uomo che si chiama Brabanzio. Comunque, volendo anche tralasciare questi particolari, si passa alla trama. E' molto modernizzata e si vede innanzitutto dall'emancipazione di Desdemona: il più bel personaggio femminile della storia della letteratura diventa una sciocca viziata che mira solo ai soldi. Otello, uomo emotivamente fortissimo e di una coerenza straordinaria, diventa un giovane figlio di papà, pappamollo e predicone, tutto dedito al lavoro, e alla fine pure potenzialmente gay. Cassio, l'amico fidato e leale, diventa un donnaiolo, opportunista e decisamente cretino. E infine IAGO: lui, che poi è il vero protagonista della tragedia originale, ma per la sua malvagità, per il suo essere "anti-Otello"- cioè il male per se stesso - diventa l'eroe, la vera vittima di un "branco" di persone prive di scrupoli (o di midollo spinale), che agisce per amore di Desdemona, anzi addirittura le apre gli occhi sul Moro, e fa il lavoro al posto di Cassio (ma non rubandoglielo, in pratica lo realizza al posto di lui che è solo un debosciato ubriacone, quindi agisce bene), e che una volta "smascherato", fa la predica che si può riassumere con un "ho fatto un favore a tutti", e se ne va.
Ma, ciliegina sulla torta è il finale: dopo aver mollato Otello, Desdemona va a cercare Iago e finiscono insieme!

Ora, che commento si potrebbe fare? Che "era meglio non parlarne".

bighellonando sul web...

ho scoperto con grande piacere di non essere l'unica a credere che

LA VITA E' UNA SERIE DI SCELTE, di cui siamo totalmente responsabili;
e non si può vivere di rimpianti e paure per aver sbagliato a scegliere, perchè non esistono scelte "sbagliate", se si è scelto in quel modo in quel dato momento significa che allora ci è sembrata la scelta giusta, congeniale al nostro modo di essere, altrimenti avremmo scelto altro.
Perchè tutti siamo LIBERI DI SCEGLIERE sempre, i vincoli non ci sono, ce li creiamo noi, con pregiudizi, schemi convenzionali, preconcetti, tutte sovrastrutture date dal carattere e dall'educazione.
Ma la verità è che siamo comunque liberi di scegliere, di fare o anche di non fare una cosa. Anche quando scegliamo di NON fare, sempre di scelta si tratta.

Il paese di Voltagabbana



Situato al centro esatto di un incrocio a 4 vie, il paese di Voltagabbana non gode di ottima fama, e a ragion veduta, in verità, visto che ogni suo cittadino possiede due facce. Sono tutti ricchi, si sa, dato il copioso guardaroba fornito di abiti per ogni occasione dai colori diversi a seconda delle circostanze. E sono tutti felici, a Voltagabbana, sembra siano sempre in festa, tra balli e giochi (il più quotato è "Ruba-bandier(uol)a", dove, stranamente, vincono tutti, anzi, nessuno perde), si ossequiano e si lodano di continuo e a volontà (tanto è gratis!), tanto ciò che conta è l'apparenza, senza mai prendere posizione, cosìcchè, all'occorrenza, hanno tutti un posto adatto all'occasione, tutto al punto giusto per essere lodati e ossequiati. Non ci sono idee a Voltagabbana. A che servono mai le idee, quando ci sono abiti a volontà di tutti i colori immaginabili che stanno bene con tutto, e basta una girata di testa per esibire la faccia più idonea alle circostanze?
Proprio un bel paese, Voltagabbana. Peccato che io non potrò mai visitarlo, non sarei mai accettata, perchè sono un'idealista nata, e di faccia ne ho una soltanto.

Aaah, volevo ben dire!

E' perchè ci sono le elezioni che fioccano le offerte di lavoro. Specchi per le allodole (o per i polli, tanto sempre di volatili si tratta). 

Ma è mai possibile che le cose non cambiano nemmeno di una virgola?

Solo 8 anni di reclusione

per un omicidio. Vale così poco la vita umana? Che importanza ha che gli assassini erano minorenni quando hanno commesso il fatto? E l'età del ragazzo che è stato ucciso da loro? Quella non conta? E questa sarebbe giustizia?

Rivoglio indietro le ultime due ore della mia vita che ho appena buttato!


è il giusto commento al film che ho visto ieri sera. 
Rifiutandomi categoricamente di vedere l'ultima puntata del grande fratello (che non ho più visto da mesi, per le balordaggini che sono venute fuori da là), ho deciso per la prima di Sky, che era "I love shopping" dal libro omonimo . Visto che la scrittrice Kinsella è così rinomata, mi sono detta "fammi vedere perchè". Ecco, dopo questo, io non lo so il perchè. E' stata una tavanata pazzesca. La classica commedia, la cui protagonista, un'oca giuliva e svampita, ha la fortuna sfacciata di essere richiestissima ovunque e, mentre cerca il lavoro dei suoi sogni, ovviamente di trovare l'amore della sua vita. Tema di fondo è la sua ossessione maniacale per lo shopping. 1) non capisco come fa a spendere e spandere quando, lo dice anche, le sue carte (notare, cartE) di credito sono esaurite, e lei stessa è perseguitata dai creditori (ha un debito di 17mila dollari ); 2) col cavolo che nella vita reale la "perseguitavano" in quel modo (telefonando e riempiendo la cassetta di "ultimi avvisi"!) Ma quando mai! Qui da noi ti pignoravano pure le sopracciglia. E non potevi comprare più nemmeno uno spaghetto da mangiare, altro che buste stracolme di abiti tra l'altro firmati! E' molto più facile che esistano vampiri e licantropi, che accadano cose del genere.
In conclusione: il mio parere sul film è perfettamente riassunto nel titolo di questo post.

Oggi ho rivisto due film che amo molto


"Mare dentro", che tratta il difficile e delicato argomento dell'eutanasia e della libertà di scegliere se vivere o morire, con l'accento sull'assurdità delle leggi statali e dell'ingerenza ecclesiastica su una scelta che dovrebbe spettare esclusivamente all'individuo coinvolto, il quale, oltre a lottare "contro la vita" (a questo punto, più che contro la morte) si ritrova a dover lottare contro la burocrazia per un diritto che dovrebbe essere sacrosantamente suo;

"The Hours", le storie parallele di tre donne:  la scrittrice Virginia Woolf, una tipica moglie americana degli anni 50, e una donna dei giorni nostri. Filo conduttore è il romanzo Mrs Dalloway, scritto dalla stessa Woolf, letto dalla moglie americana e interpretato dalla donna di oggi. Le 3 figure sono divise dal tempo, ma decisamente accomunate dal fatto di essere imprigionate in un ruolo che non le rispecchia: la prima nella pazzia, (non è affatto pazza, ma semplicemente incapace di accettare le convenzioni e i compromessi della vita quotidiana, e per questo ritenutapazza);  la seconda nella sua vita di moglie e madre esemplare (vita che non riconosce e sente estranea) e la terza nelle convenzioni; quest'ultima (incarnazione di Mrs Dalloway), si affanna ad organizzare una festa per un suo amico poeta, vincitore di un premio, ma malato terminale di AIDS. Un film drammatico, che sottolinea benissimo come le convenzioni non servano a nulla, la finzione è assolutamente deleteria, e di certo non è sufficiente a nascondere la tragicità della vita. La vita non deve essere ricoperta e abbellita, ignorandone gli aspetti più spiacevoli. Deve essere semplicemente vissuta così com'è.

"Guardare la vita in faccia e conoscerla per quella che è... Gli anni che abbiamo trascorso insieme, per sempre. Per sempre, l'amore. Per sempre, le ore"


Da annotare.
Entrambi i film sono particolarmente forti grazie alle interpretazioni degli attori: nel primo c'è Bardem, che adoro come attore (e come uomo); nel secondo le tre attrici, Kidman, Moore e Streep, e lo straordinario Ed Harris nella parte del poeta morente. Sono la dimostrazione di quanto la bravura dell'attore ti trascini, ti coinvolga nella trama del film, fino al punto di fartelo vivere.  

Aforismi shakespeariani


Amo quest'uomo. Non c'è niente che non abbia detto. E mi ritrovo quasi sempre in quello che dice. Conosceva la vita e l'anima dell'uomo in tutte le sue sfaccettature. 

Il post del NON


  • NON riesco a tenermi dentro niente
  • NON mangio insalata, da sempre, e non ne mangerò finchè campo
  • NON dico una cosa se non corrisponde a quello che sento o che penso
  • NON mi piace chi non ironizza, su se stesso e su tutto, la vita è troppo breve e troppo bella (anche quando non lo è) per viverla negativamente.
  • NON so essere diplomatica. Vado al nocciolo, e non vengo quasi maicapita
  • NON mi sento mai delusa da chi amo, e certo non perchè sia privo di difetti. Ma i difetti li abbiamo tutti, e, almeno io, non amo qualcuno perchè è "perfetto".
  • NON esistono per me segreti "inconfessabili". Tutto sta a trovare la persona giusta a cui confessarli.
  • NON so nascondere le reazioni, mi si vede tale e quale tutto quanto
  • NON voglio stare con chi non vuole stare con me
  • NON so dosare le emozioni, mi ci tuffo e ci nuoto dentro
  • NON ho mezze misure, o tutto o niente
  • NON ho una buona memoria, affatto.
  • NON mi piace la vanità, sia fisica ma anche intellettuale. Non mi piace chi si sente supeiore agli altri. Non lo è, non si faccia illusioni.
  • NON mi piacciono i due pesi e due misure, nè chi li usa. Se una cosa vale per me vale anche per te, e viceversa, sempre. 
  • NON capisco chi dice di vedere le "sfumature" e non ancora trovo chi me lo spiega. Le sfumature le vede, sì, le sue le vede sicuro. Ma chi dice di vederle dovrebbe vederle anche per gli altri, considerare tutte le sfaccettature anche per gli altri, e tenere conto che anche gli altri hanno loro motivazioni per comportarsi in un dato modo, a seconda delle situazioni. Chi questo non lo considera, che sfumature vede? 
  • NON so perchè mi è venuto in mente questo post 
 

Saggia saggezza


"La vita dovrebbe essere vissuta al contrario.
Tanto per cominciare si dovrebbe iniziare morendo, e così tricchete tracchete il trauma è bello che superato.
Quindi ti svegli in un letto di ospedale e apprezzi il fatto che vai migliorando giorno dopo giorno.
Poi ti dimettono perché stai bene e la prima cosa che fai è andare in posta a ritirare la tua pensione e te la godi al meglio. Col passare del tempo le tue forze aumentano, il tuo fisico migliora, le rughe scompaiono.
Poi inizi a lavorare e il primo giorno ti regalano un orologio d’oro.
Lavori quarant’anni finchè non sei così giovane da sfruttare adeguatamente il ritiro dalla vita lavorativa.
Quindi vai di festino in festino, bevi, giochi, fai sesso e ti prepari per iniziare a studiare. Poi inizi la scuola, giochi con gli amici, senza alcun tipo di obblighi e responsabilità, finchè non sei bebè.
Quando sei sufficientemente piccolo, ti infili in un posto che ormai dovresti conoscere molto bene. Gli ultimi nove mesi te li passi flottando tranquillo e sereno, in un posto riscaldato con room service e tanto affetto, senza che nessuno ti rompa le scatole."
--Woody Allen--

Bugie e dintorni

Bugie e dintorni

Mentire è un'altra problematica dei rapporti umani. Gira e rigira, non sembra proprio che esista chi non lo fa mai, pur detestando la menzogna. C'è poi chi lo fa per pararsi le spalle, e lo fa costantemente (anche con se stesso) e chi lo fa per non fare del male. Io detesto mentire, è una cosa troppo faticosa tra l'altro, perchè con la memoria che ho, rischio di non ricordare quello che dico. Preferisco non dire (e questa è una questione di carattere), ma mentire no. Nel caso, parlerò a momento debito, cosa che alla fine è sempre successa. Però "la verità è" che ho mentito, con persone che amavo,  messa alle strette in un momento in cui non mi sentivo di dire la verità, ho mentito, ed è stato bruttissimo, anche perchè, non essendo capace di mentire, forse inconsciamente voglio essere scoperta, e le conseguenze sono estremamente negative, si sta male il doppio. Ma non mi ritengo una bugiarda, ho altri difetti ma questo no. Ho constatato sulla mia pelle che mentire non serve a niente,  e non bisognerebbe mai arrivare a farlo, ma mentire non significa neanche non amare, e chi ti ama dovrebbe cercare di capire perchè menti, e non giudicarti a priori. Certo poi dipende dai casi. C'è chi lo fa solo per se stesso, per non rivelare la sua natura e le sue debolezze, per dare un'immagine "perfetta" di sè, o per paura, o per quieto vivere.
Una cosa è certa comunque. Prima di accusare gli altri di essere bugiardi, sarebbe il caso che chi accusa sia più che certo di non esserlo a sua volta.
Prima di puntare il dito contro qualcuno, bisognerebbe sempre controllare che sia pulito.

Buongiorno blog!!

fotom

Tutto si può dire fuorchè io sia silenziosa. Sempre se mi sento a mio agio. Allora povero a chi ci capita. Se invece c'è qualcosa o qualcuno che per un motivo o un altro mi fa sentire in ansia, non spiccico parola. Ma non fatevi ingannare, se poco poco parto, non mi fermo più.
Vabè, queste per ora sono prove, (e già vedo che non so nemmeno scrivere un normale post  (però le faccine le so mettere!!)   Abbiate pazienza. Non blocco niente, parto dal fatto che può esserci un libero scambio di idee senza scempiaggini. Lascio solo al buon senso di chi scrive la libertà di scegliere cosa fare.
A presto!